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Nattero, Rete a Sinistra: “DDL Buona Scuola, provvedimento non emendabile, va ritirato in blocco”

"Le pessime misure di Renzi – conclude Nattero - che non sono certo una riforma, non aiutano la scuola a rispondere ai problemi gravi che deve affrontare"

Imperia. “Le bugie e la retorica di Renzi sulla scuola sono rivelatrici. Il disegno di legge in discussione in questi giorni alla Camera non è emendabile e va ritirato in blocco”.

Così Carla Nattero, capolista di Rete a Sinistra in provincia di Imperia, interviene sul DDL Buona Scuola, proprio nelle ore decisive per la sua discussione, dopo lo sciopero che lo scorso 5 maggio ha portato in piazza 600mila tra insegnanti e personale scolastico.

“Dal punto di vista dei contenuti – sottolinea Nattero – ad anni di distanza, il premier vuole riproporre le parti più autoritarie del DDL della forzista Aprea, talmente indigeribili che neppure Gelmini riuscì a introdurle nella sua riforma”.

“Come ha già fatto sul lavoro –  aggiunge Nattero – anche sulla scuola Renzi non fa che riproporre le tesi di Confindustria: smantellamento degli organi collegiali, preside “uomo solo al comando”. Un provvedimento che divide e mette l’uno contro l’altro i soggetti interessati, detta criteri di assunzione dei precari che danno luogo a disparità”.

Non solo. “Renzi – continua Nattero – si accanisce nei confronti degli insegnanti che, da sette anni senza contratto, con una riduzione fortissima degli investimenti, condizioni di lavoro molto peggiorate, si sono portati sulle spalle la scuola pubblica, minimizzando le conseguenze dei tagli: di ore, di classi, di personale, di attività integrative. Perché il premier riprende anche qui un antico ritornello della destra? Perché non ha le risorse per fare quello che dovrebbe: rinnovare i contratti”.

“Le pessime misure di Renzi – conclude Nattero – che non sono certo una riforma, non aiutano la scuola a rispondere ai problemi gravi che deve affrontare. In più introducono meccanismi che mettono in discussione la libertà di insegnamento riconosciuta dalla Costituzione italiana”.

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