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Mozione Tari di Imperia Bene Comune, le considerazioni di Grosso

E l’hanno capito cittadini di destra e di sinistra, rossi verdi o blu, perché la gente ha un metro diverso di giudizio rispetto alla politica, la gente oggi deve sopravvivere!

Imperia. Se la mia mozione sulla TARI presentata nel consiglio comunale scorso fosse stata una mossa politica elettorale dovrei essere felice del risultato: maggioranza risicata (16 a 15) e spaccata, querelle infinita il giorno dopo, reciproche accuse all’interno di Imperia Cambia, ritorsioni psicologiche e non sui dissidenti e chi più ne ha più ne metta. In realtà la mozione tutto voleva essere fuorché una proposta elettorale e ben lo sapevano in maggioranza, tanto che i consiglieri Re, Riccò e D’Agostino non hanno guardato alla forma ma alla sostanza e l’hanno appoggiata liberamente, responsabilmente, anche se messi tutta la sera sotto pressione. Ma ancor di più mi fa piacere che il giorno dopo dei liberi cittadini esponenti di Imperia Cambia abbiano dato la mia lettura della pratica e cioè una proposta concreta, seria e praticabile, e abbiano aspramente criticato chi in maggioranza non valuti mai il contenuto delle proposte ma solo la provenienza.

In realtà non sono affatto felice, ma molto rattristato e preoccupato, perché ancora vedo una politica incapace di ragionare sulle proposte, incapace di liberarsi da atteggiamenti ultras, dove il concetto è “con me o contro di me”. Dopo anni di berlusconismo che hanno diffuso in politica la cultura dello scontro, del tifo da stadio, della demonizzazione delle proposte altrui, portando il nostro paese e le nostre città sull’orlo del baratro il pensiero è rimasto lo stesso. E allora chi esce fuori dal coro dimostrando autonomia di pensiero e libertà di espressione viene allontanato, come la consigliera D’Agostino, oppure viene “avvisato”sui giornali e su facebook e neppure tanto elegantemente, come il consigliere Re,sulla probabile nuova intitolazione dell’”incompiuta”, in realtà giàassegnata alla memoria dello zio “Bartolomeo Re” a seguito di decisione assunta dalla commissione toponomastica e successivo decreto prefettizio del 25/02/2015!

Purtroppo nulla è cambiato, come temevo e sostenevo nelle amministrative del 2013, perché non basta cambiare un nome su una etichetta per cambiare lo spirito di una maggioranza, ci vuole troppo coraggio a lasciare libertà di decisione, a non richiamare tutti all’ordine in nome della responsabilità amministrativa e al gioco di squadra, serrando i ranghi.

I cittadini però hanno capito, chi ha seguito il dibattito ben ha compreso il valore della mozione di Imperia Bene Comune, il suo fine, che era solo quello di non continuare a spremere le tasche di chi non ce la fa più a fronte di un servizio pessimo. E l’hanno capito cittadini di destra e di sinistra, rossi verdi o blu, perché la gente ha un metro diverso di giudizio rispetto alla politica, la gente oggi deve sopravvivere!

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