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Gigi Lazzarini (Rsu Cisl) “Così vedo l’Agnesi di Imperia del futuro”

Da lunedì mattina nuovo stop della produzione, ma il pastificio si fermerà un quinta volta anche a giugno

Imperia. Ventisei anni all’Agnesi, un quarto di secolo nello storico pastificio. Di pasta ne avrebbe vista anche troppa. Ma Gigi Lazzarini della Rsu della Cisl è ancora in prima linea  per la sopravvivenza dello stabilimento di via Schiva e di quei 103 dipendenti più altri 55 che sperano di salvare il salvabile e non hanno notizie certe. Le comunicazioni dalla proprietà arrivano col contagocce e bisogna accontentarsi.

Partiamo da una notizia fresca. Un quinto “stop” della produzione è previsto anche a giugno. Non è ancora stato programmato, ma è questione di ore e si farà. Intanto da lunedì tutti a casa per la quarta volta dall’inizio dell’anno. Motivo? Troppa merce nel “polmone” di Tortona da evadere. Perché la pasta non si vende.

Ma tra le ciminiere che svettano sul lungo Impero c’è ben altro che deve essere approfondito. “La Colussi è partita con una pubblicità a dir poco spaziale – sottolinea Lazzarini – ma il prodotto non è stato altrettanto valorizzato come si dovrebbe”.

Ci spieghi meglio Lazzarini. “In tanti anni di lavoro di mutamenti ne ho visti parecchi. Ma riproporrei un ritorno al passato per rendere più appetibile il prodotto finito che finisce sullo scaffale. Il packaging dovrebbe avere quella grafica che tanto piaceva alla massaia: la finestra su Porto Maurizio, quella bottiglia d’olio e il pomodoro. E’ il simbolo della città e della dieta mediterranea”.

Il marchio è tutto perché rappresenta la città. Nulla da eccepire. E invece? “E invece siamo qui che cerchiamo di lottare per capire che fine farà questa fabbrica – sottolinea il delegato Rsu Cisl – In una riunione ci hanno sventagliato sotto il naso tre foglietti di carta sostenendo che era il piano industriale. Ma la verità è un’altra. Il nostro timore è che l’anno prossimo, a dicembre, saremo qui a coniare un nuovo slogan. “Agnesi silenzio si chiude per sempre””.

La storia dell’Agnesi gloriosa fabbrica passata nelle mani dei Colussi alla fine degli anni ’90 non si può certo dire che non sia stata travagliata. Cambi alla direzione, idee di rilancio, trasferimenti di uffici da Perugia a Milano. E conti che alla fine tornano poco. I bilanci, ma non è solo per la Agnesi, non sono certo da incorniciare. E lo sanno anche in azienda.

Dalla fine degli anni ’90 tante cose sono cambiate. A dirigere la fabbrica c’è Angelo Colussi che nei mesi scorsi ha mandato Falconi e Moriconi, due suoi emissari, per parlare del piano che verrà.

I lavoratori però contestano il fatto che la pubblicità con cartelloni maxi e tram “fasciati” che viaggiano lungo le strade di Milano è partita con diversi mesi di ritardo. “Ora siamo qui e vorremmo capire davvero che cosa ne sarà di noi”, dice Lazzarini mentre legge un messaggio che gli arriva sul telefono rovente fin dalle prime ore del mattino. “Venerdì nuovo presidio davanti ai cancelli dalle 10 alle 16″. Tutto questo ad un anno di distanza dal corteo che aveva richiamato tutti gli imperiesi attorno alle ciminiere. Ci saranno anche in questa occasione?. “Noi ce lo auguriamo”, auspica il delegato Rsu-Cisl.

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