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I nostri rifugiati… La storia di Rubens: da rifugiato a fabbricante di sogni

Nell'avvento 2013 la nostra diocesi in collaborazione con la CLMC di Genova ha sostenuto economicamente le attività in favore dei rifugiati svolte in Niger da Padre Mauro Armanino. Riportiamo, in due puntate, un suo scritto

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Nell’avvento 2013 la nostra diocesi in collaborazione con la CLMC di Genova ha sostenuto economicamente le attività in favore dei rifugiati svolte in Niger da Padre Mauro Armanino della Società delle Missione Africane con sede in Genova. Padre Mauro, missionario da molti anni in diverse periferie del mondo, attualmente é a Niamey dove svolge il suo servizio pastorale da alcuni anni.

Riportiamo, in due puntate, un suo scritto che riguarda la sua attività in quella “periferia”:

L’appuntamento era alla stazione Total. Vicino alla rotonda di Yantala sempre invasa da macchine, camion e venditori di carte telefoniche. Rubens era dall’altra parte della stada. Protetto dai 43 gradi all’ombra della farmacia As Salaam, che invita alla pace. Per questo il cimitero musulmano non è troppo lontano. Si continua sulla strada verso Tillaberi e poi si gira a sinistra. Il quartiere Koubia è fatto di terra e di bambini.

Un centinaio di loro erano seduti su immaginarie stuoie. Era una delle scuole di Rubens che, dopo aver salutato i bambini, ha cominciato a farli danzare e cantare in 4 lingue diverse.La direttrice era seduta sull’unica sedia del circondario con una piccola lavagna di cartone in mano. Col gesso scriveva le lettere dell’alfabeto che si spostavano al ritmo della danza. Una scuola senza muri e senza banchi. Senza quaderni e senza libri. Senza programma e senza punizioni. Una scuola che impara dalla vita. Ogni mezzogiorno c’è un piatto di riso per tutti.

Rubens arriva a Niamey nel duemila. Perseguitato politico nel Congo Brazzaville gli capita di non vivere come un rifugiato. Passa nel Mali e poi in Nigeria. Prima di tornare in Niger si inventa molti mestieri alla volta. Fabbrica tamburi che parlano e scolpisce statue che camminano. Pianta migliaia di alberi che danno frutti in ogni stagione e le cui foglie non seccano mai. Canta e scrive poesie mai pubblicate. Si esibisce con un gruppo di teatro pedinando la storia. E’ un chitarrista autodidatta che vuole sposare la tradizione con la modernità.

Ha costruito alcuni ponti e inventato forni a legna. Il pane prodotto è venduto per sfamare gli orfani di guerra e i bambini ciechi. Rubens allena alcuni gruppi di adolescenti che giocano al calcio lungo la strada. Si sposta da una parte all’altra della città profittando di amici taxisti e della direzione del vento. Sotto l’albero è nata una scuola di cucito e ricamo per le tovaglie che nessuno acquista. Rubens ha creato anche una ONG.
(continua…)

La settimana prossima la seconda parte della storia di Ruben… da rifugiato a fabbricante di sogni.

(di Mimmo Marrara)

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