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Vende superalcolici e sigarette ai minorenni: denunciato titolare di un bar-biliardi a Ventimiglia

Nella notte tra sabato e domenica al Pronto soccorso dell’Ospedale di Bordighera vengono ricoverati due quindicenni (un ragazzo e una ragazza) per abuso di sostanze alcoliche

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 Nella notte tra sabato e domenica al Pronto soccorso dell’Ospedale di Bordighera vengono ricoverati due quindicenni (un ragazzo e una ragazza) per abuso di sostanze alcoliche. I medici, visti i sintomi e la giovane età dei pazienti, avvisano immediatamente gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Ventimiglia.

Gli operatori di polizia ascoltano i racconti dei due ragazzini che riferiscono di aver comprato due bottiglie di vodka presso una rivendita di alcolici di Ventimiglia, il cui titolare è stato successivamente denunciato per “somministrazione di bevande alcoliche a minori di anni 16”.

Successivamente gli agenti si recano presso le abitazioni dei due giovani per precisare meglio le testimonianze ed in effetti emerge, tra lo stupore dei genitori presenti, che ci sono stati altri cinque o sei recenti episodi di intossicazione alcolica derivanti dal mancato rispetto dell’età degli acquirenti: in particolare è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria il titolare di un circolo sala biliardi di Ventimiglia che, non contento di servire whisky e vodka a dei ragazzini, vendeva loro anche sigarette ad un prezzo maggiorato rispetto a quello praticato dal tabaccaio.

Da quanto si tratteggia nei racconti dei ragazzi, i sabato sera – per alcuni di loro – sembrano tutti uguali, alla ricerca di “qualcosa di diverso” che li allontani dalla monotonia quotidiana: e purtroppo molto spesso questa ricerca si conclude come l’altra sera, con l’ambulanza che li raccoglie in strada, privi di sensi, immersi nei fumi dell’alcol.

La Polizia di Stato è da tempo impegnata su questa problematica che viene affrontata sia sotto forma di prevenzione con “lezioni” tenute nelle scuole da personale specializzato e sia sotto forma di repressione con continui controlli nei locali ritenuti centri di aggregazione di un pubblico particolarmente “sensibile”, tuttavia sembra utile ribadire che la maggior parte dello sforzo di prevenzione deve provenire dalle famiglie, dove il consumo di alcol da parte dei minori non può non essere considerato un disvalore che colpisce l’integrità psico – fisica dei più giovani.

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