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La discussione sul nuovo statuto della Curia

La bozza del documento sarà discussa nel prossimo incontro del Consiglio presbiterale diocesano

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Nell’ultimo Consiglio presbiterale diocesano si è approvato uno schema sommario di riorganizzazione della Curia. Sulla base di questo primo orientamento attingendo da statuti già in vigore in alcune diocesi d’Italia si è stesa la bozza di un documento che sarà discussa nel prossimo incontro del Consiglio presbiterale diocesano.

Anche il personale laico è stato coinvolto nella condivisione e nella correzione di questa nuova proposta. Ad ogni dipendente della diocesi è stata consegnata una copia della bozza del nuovo statuto per apportare le proprie opinioni o per migliorare il testo con proposte utili a un miglior funzionamento degli organismi diocesani.

I principi che animano la nuova impostazione degli organismi e delle persone che aiutano il vescovo nel governo di tutta la diocesi sono quelli della comunione ecclesiale, del servizio alla Chiesa locale, della comunicazione, della evangelizzazione, della trasparenza e della responsabilità. Le finalità individuate perchè la Curia svolga bene il proprio compito sono diverse.

Essa dovrà studiare tutto quanto concerne la vita e la missione della Chiesa locale con riferimento alla responsabilità pastorale del vescovo; avrà cura di consigliare il vescovo in merito ai diversi ambiti dell’azione pastorale e dovrà assisterlo nella sua responsabilità di governo verso la diocesi. La Curia avrà un ruolo fondamentale negli aspetti pastorali, amministrativi e giudiziari, fornendo al pastore diocesano e alla Chiesa locale quegli strumenti necessari per conoscere, valutare, decidere, guidare e verificare. Al centro dell’attività della Curia vi sarà il piano pastorale che va andrà diffuso, sostenuto; soprattutto per quanta riguarda la sua esecuzione.

Lo spirito di comunione prevede che nessun organismo lavori da solo o per se stesso, ma che sia in relazione viva con tutti gli altri, mettendosi al servizio delle comunità parrocchiali, dei sacerdoti e dei laici. Non sarà di norma compito degli Organismi che compongono la Curia la diretta gestione delle attività a livello diocesano.

Essa è di competenza di altri soggetti che trovano nella Curia sostegno, assistenza e coordinamento, oltre che riferimento per le autorevoli indicazioni del vescovo. Può essere però chiesto agli Organismi di Curia di avviare particolari iniziative, a titolo sperimentale e di supplenza, in attesa di individuare specifici soggetti che se ne facciano carico, o anche di gestire direttamente, quando fosse opportuno, alcune attività collaterali al proprio ambito di azione.

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