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“Il Cieco di Gerico… – E poi? Sarà Pasqua anche per noi”

La fiducia nell’incontro con Cristo, ci dà la certezza che “…Dio ricondurrà con lui (Gesù) quelli che si sono addormentati”. Ci farà risorgere! Egli “... trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria…”

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Cristo ha fatto del dolore e della morte lo strumento di salvezza dell’umanità: nella Sua morte e risurrezione si manifesta l’amore misericordioso di Dio, fondamento della speranza cristiana. Ma nel parlare di morte scopriamo due categorie di persone.

Quella di coloro che non hanno la speranza, che credono che non vi sia vita dopo la morte e che precipitano nell’angoscia, e l’altra composta da quanti sono fiduciosi e guardano al futuro in anticipo: sono consapevoli che li attende una vita inesauribile. Dio desidera che “non siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza” (1 Tess 4,13). La nostra fiducia nasce dal conoscere questa verità: “…crediamo che Gesù morì e risuscitò…” (v14). La nostra aspettativa inizia qui: credere nella morte di Gesù per i nostri peccati e nella Sua risurrezione per rappresentarci davanti al Padre.

La fiducia nell’incontro con Cristo, ci dà la certezza che “…Dio ricondurrà con lui (Gesù) quelli che si sono addormentati”. Ci farà risorgere! Egli “… trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria…” (Filippesi 3,21).

Non saremo più vulnerabili al cancro, diabete, malattie cardiache, debolezze, artriti, paralisi, stanchezza, rimorsi, paura, depressione, tentazione, dipendenze, fallimenti, stress o qualsiasi altra malattia.

Saremo “solamente” trasformati nell’immagine di Cristo. Non è meraviglioso tutto questo?

(di Henricus Otten)

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