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I propositi e i sentimenti con cui entrare nella Settimana Santa

Consapevoli e riconoscenti del grande dono dovremmo disporci per accogliere con fede il messaggio di amore e rimanere nell’atteggiamento di silenziosa orante contemplazione

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Si avvicina la Pasqua, domani con la Domenica delle Palme entreremo nella Settimana Santa che, soprattutto mediante le celebrazioni liturgiche, ci rende partecipi del momento centrale e decisivo della nostra salvezza: il compiersi del misterioso evento della morte e risurrezione del Signore Gesù.

Consapevoli e riconoscenti del grande dono dovremmo disporci per accogliere con fede il messaggio di amore e rimanere nell’atteggiamento di silenziosa orante contemplazione.

J. Radermakers avverte: “Per cogliere il mistero della persona di Gesù, bisogna aprirsi al Gesù reale e non ridurlo al ritratto che ci eravamo fatto di lui. La potenza di Gesù è legata e la sua parola è resa inefficace, quando non incontra un ascolto attento, una disponibilità alla fede”.

La quaresima, per coloro che hanno accolto l’invito alla conversione, è un’esperienza di grazia portatrice di gioia per l’incontro con l’amore e la misericordia divina e insieme una forza per essere concretamente capaci di condividere questi doni con l’attenzione e con la solidarietà nei confronti di ogni uomo, in particolare gli emarginati e i bisognosi.

E questo libera dallo scoraggiamento, dalla delusione, fa rifiorire la speranza e il coraggio di riprendere, perché: “Se hai commesso un errore, hai sempre un’altra possibilità. Si può ripartire in qualsiasi momento si voglia, poiché quello che chiamiamo ‘fallimento’ non è cadere, ma restare dove si è”. (Mary Pickford).

Contemplando Gesù in croce nella luce della risurrezione sorge dal cuore l’invocazione di Giovanni Papini: “Ama tutti, o Cristo, ama queste esiliate e contristate creature, alle quali, un giorno, anche tu volesti assomigliare e che, nonostante, non riescono ancora a rassomigliarti. Ama , infine, anche questo tuo supplicatore, che osa invitarti a quell’irresistibile Amore che ti condusse, te Dio, a nascere nel fango e a morire nel sangue”.

Con questi propositi e sentimenti entriamo nella Settimana Santa.

(di Don Giacomo Simonetti)

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