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“Credo in Dio … credo in Gesù Cristo, unico figlio di Dio”

e noi ci amiamo, se ci doniamo al fratello nell’amore reciproco, Dio Padre vede suo Figlio in noi, riconosce anche noi come suoi figli. E siamo introdotti anche noi nel Seno del Padre

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“Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli » (Gal 4,4-5).

Non c’è romanzo o telenovela che tenga: questa parte del Catechismo della Chiesa Cattolica (422-455) è la storia più bella ed affascinante, commovente e travolgente, che mai sia stata raccontata. Andrebbe letta con un sottofondo musicale gioioso: la Cavalcata delle Valchirie, o meglio l’Allegro con Fuoco dalla Sinfonia "Dal nuovo mondo" di Dvořák.

E’ il trionfo del Bene sul Male, un Piano di Salvezza perfettamente riuscito, che, nella “settimana santa” di questi tempi oscuri, è il miglior antidoto contro il baratro del più cupo pessimismo.

Domandiamoci: Gesù, il “Dio che salva”, che tipo di figlio è?

Ce lo spiegano i capp 14-17 del Vangelo di Giovanni. Una cosa sola con il Padre (Gv 17,21), Gesù è il Figlio necessariamente e fermamente obbediente, ma per amore e non per soggezione. Sappiamo che da quando aveva dodici anni, era già consapevole di essere venuto per occuparsi delle cose di suo Padre (Lc 2,49), ma in mille altre occasioni ci ripete di essere disposto a fare sempre e solo la Sua volontà (Lc 22,42), anche quando questo comporterà di morire in croce (Fil 2,8).

Relazione però tutt’altro che esclusiva ed inaccessibile: il Figlio ci rivela di essere stato mandato dal Padre proprio per introdurre anche noi uomini nella loro intimità d’amore: “Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me (Gv 17,23).

Allora, se noi ci amiamo, se ci doniamo al fratello nell’amore reciproco, Dio Padre vede suo Figlio in noi, riconosce anche noi come suoi figli. E siamo introdotti anche noi nel Seno del Padre.

(di Franca Soracco)

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