Malgrado la non bella stagione un nuovo murales a Bellissimi

A bocca aperta e naso all'insù dopo i vespri della festa, storia delle mongolfiere di carta nell'imperiese

Nonostante la bella stagione si faccia attendere, alternando un timido sole a giornate di pioggia, così poco consuete nella nostra Liguria, un nuovo Murales ha preso vita a Bellissimi, aggiungendosi agli altri 5 che già decorano alcuni angoli della frazione di Dolcedo.
L’argomento raffigurato, superfluo ricordarlo, è sempre quello delle Mongolfiere di carta, che venivano lanciate dopo i vespri, all’uscita della Chiesa, in molte località della costa e dell’entroterra della Liguria di Ponente.
E’ recente la pubblicazione di un testo che tratta l’argomento in modo dettagliato e completo, da Cervo a Triora, dando così risalto ad una tradizione che parrebbe dimenticata.
"A bocca aperta e naso all’insù dopo i vespri della festa. Storia delle mongolfiere di carta nell’imperiese" vuole essere un omaggio a tutti coloro che hanno lasciato tracce impercettibili, come le traiettorie delle mongolfiere.
Gli autori del testo, residenti a Bellissimi, il paese delle mongolfiere, questa volta hanno offerto una parete della loro casa per ospitare il murales.
L’acquarellista Pierangela Fierro Trincheri questa volta,ha abbandonato i suoi consueti quadri naturalistici ad acquerello appunto e si è voluta cimentare in un importante dipinto ad acrilico.
Dice l’autrice: " Le prime persone che si sono soffermate a guardare il mio lavoro, una volta terminato, hanno dato ognuna una la loro interpretazione di ciò che vedevano raffigurato: la mano del padre o anche dello zio che tante mongolfiere ha costruito e lanciato, o quella di un nonno che vuol far divertire il suo piccolo e caro spettatore con un gioco nuovo e variopinto…Mi è piaciuto tantissimo questo loro approccio, perchè è stato come se anche loro avessero in qualche modo raffigurato sulla parete un qualcosa di personale, un sentimento, un ricordo.
Questa grande mano che solleva la mongolfiera è nel mio intento la mano di nostro Signore: una mano contadina, forte, grossolana che però ha la capacità di sollevare con delicatezza un oggetto così fragile come la nostra esistenza."