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Il messaggio che S.E. Mons. Alberto Maria Careggio ha inviato al mondo della scuola

"Il prossimo anno scolastico deve essere inteso come opportunità di crescita umana, civile, morale, religiosa e segno di speranza per il futuro"

L’annuale riapertura delle scuole è momento particolarmente importante, perché opportunità di crescita umana, civile, morale, religiosa e segno di speranza per il futuro.
Per questo non è mai sufficiente l’impegno per assicurare all’istituzione scolastica strutture, organizzazione, mezzi, personale qualificati, perchè possa compiere, con competenza e responsabilità, il servizio dell’istruzione e dell’educazione dei giovani.
Da parte sua la Chiesa intende offrire il proprio specifico contributo per un’armoniosa e completa opera educativa, della quale è, come documenta la storia, anche benemerita antesignana.
Nell’odierna frammentarietà dei saperi, nella tendenza riduttiva dell’antropologia a dimensione individualistica e relativistica, la Chiesa sente come missione il dovere della proposta di un umanesimo integrale e solidale con l’insegnamento sempre valido e attuale del maestro per antonomasia, Gesù.
Compito della scuola è trasmettere valori e competenze alle giovani generazioni per la loro formazione, che avrà una benefica ricaduta sull’intera società, costituita da persone motivate e impegnate nel perseguire il bene comune.
La scuola allora dev’essere considerata un laboratorio, una fucina di autentica esperienza di umanità, la quale è incompleta se si ignora e si esclude la dimensione religiosa.
Per questo non può essere assente nella scuola la proposta dell’insegnamento della religione, perché sarebbe estromettere dall’attività educativa una componente importante, fondamentale per l’apporto di ideali e valori che sono garanzia di fraterna convivenza umana.
Il Vescovo formula l’auspicio che in tutte le scuole sia riconosciuto, in concreto nei fatti e non solo come affermazione di principio, il ruolo dell’insegnamento della religione, nel contempo ricorda alla comunità ecclesiale e, in modo particolare ai docenti IRC, il dovere di far precedere ed accompagnare quanto insegnato con una coerente testimonianza di vita e con una responsabile sensibilità e competenza didattica. Non si dimentichi l’osservazione di Paolo VI: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che non i maestri o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono testimoni” (2 ottobre 1974).
Al personale della scuola, dirigenti, docenti e non docenti, l’apprezzamento per il loro servizio, che sarà tanto più gratificante quanto più costerà loro di dedizione.
Alle famiglie l’invito a seguire i figli nel cammino di crescita collaborando con la scuola (cosa che auspico avvenga anche con la parrocchia per il catechismo).
Ad ogni studente l’appello: non sprecare il tempo della scuola per non avere rimpianti da adulto, perché per tutta la vita ti scalderai le mani al fuoco della giovinezza.
Su tutti invoco la benedizione del Signore e la protezione della Vergine Santa. Buon anno!

+ Alberto Maria Careggio
 

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