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"Prove Invalsi": lo sfogo della mamma di un alunno della scuola media Dante Alighieri




Sanremo - "Ho deciso di capirne di più e navigando su internet ho trovato molto materiale. Ora mi chiedo se altri genitori hanno fatto come me e se anche loro sono rimasti basiti...".
Sono una mamma di una ragazzina che frequenta la prima media alla Dante Alighieri a S.Remo. Anche quest'anno, come già avvenuto alla scuola elementare , ho saputo che i ragazzi svolgeranno le "prove invalsi". Ho deciso di capirne di più e navigando su internet ho trovato molto materiale. Ora mi chiedo se altri genitori hanno fatto come me e se anche loro sono rimasti basiti. Si parla di tagli, di risparmi (spesso a spese dei nostri figli) ma sapete quanto costano queste prove?

Qualcuno può spiegarmi come si può generalizzare la valutazione sui ragazzi applicando sterili test che non tengono conto del percorso personale dell alunno e dell'intera classe? Sterili fogli con una serie di domande che magari indovini più per fortuna che per studio e può capitare che vengano penalizzati alunni che durante l anno hanno sempre lavorato con impegno. E la correzione? La legge non obbliga gli insegnanti a correggerle ,quindi? Non sarebbe meglio,utilizzare quella ingente somma,per apportare migliorie alla decadente scuola Italiana che va avanti per missione di quei professori che eseguono la loro funzione in maniera professionale nonostante gli enormi disagi?

Sicuramente mia figlia uscirà proprio nell'ora in cui verranno sottoposte tali prove e invito tutti coloro che la pensano come me a  fare altrettanto. Le righe che seguono le ho copiate da uno dei tanti siti che si possono agevolmente , reperire su internet:

"...Quindi la legge ha istituito l'Invalsi assegnandogli il compito di valutare sistematicamente le scuole e gli studenti che le  frequentano . Gli esperti nominati dal Ministero per predisporre un piano di intervento hanno concluso che per mettere in piedi un sistema di valutazione serio occorrerebbero 31 milioni di euro, che salirebbero a 81 se si facessero le cose in modo completo. Se poi si estendesse la valutazione a tutti i 7 milioni di studenti la spesa sarebbe astronomica. Ma il Ministro dell'Istruzione ha a disposizione 'solo' 8 milioni di euro.

Allora ecco la soluzione proposta per abbattere i costi: 1) rinunciare ai test Invalsi due volte l'anno (all'inizio ed al termine dell'anno scolastico) come era stato detto dal Ministro in un primo tempo 2) valutare solo alcune classi: II e V primaria, I e III secondaria di primo grado, II secondaria di secondo grado; 3) dividere il lavoro tra l'Invalsi e le scuole: l'Invalsi, coi pochi fondi a disposizione, prepara i materiali, stabilisce e coordina le procedure, raccoglie ed elabora i dati, comunica i risultati; gli insegnanti, a costo zero, dovrebbero svolgere il lavoro di bassa manovalanza. Sono obbligati a farlo? No! Un primo ragionamento.

Per eliminare i cosiddetti sprechi c'è stato un taglio di 8 miliardi di euro, licenziamento di 150.000 unità di personale; l'aumento del numero di allievi per classe; la perdita del tempo  pieno e delle compresenze; l'impoverimento materiale delle scuole, che non ricevono neanche più quanto gli spetta; Un secondo ragionamento. A cosa serve valutare quando alla scuola vengono tolte continuamente risorse e se non si prevedono correttivi concreti alle carenze del sistema? Forse a rendere le nostre scuole ancora più ingiuste e diseguali. Sappiamo infatti che il PQM (Piano Qualità e Merito), presentato lo scorso anno , prevede l'estensione dell'esperienza dei test oggettivi standard predisposti dall'INVALSI" al fine di studiare un "sistema per assegnare le borse di studio solo in base al merito, dopo aver sostenuto un test di valutazione che premi i migliori per ogni Regione”. Laddove "solo in base al merito" è da intendersi "indipendentemente dal reddito".

E' facile prevedere quali scuole otterranno i risultati migliori: quelle collocate nelle aree geografiche più ricche del Paese, quelle frequentate da studenti  rovenienti da famiglie più abbienti e più colte e, probabilmente, le scuole paritarie (sia per il bacino di utenza, sia perché garantirsi la  continuità delle rette è tanto vitale da non poter escludere qualche “distorsione” nella compilazione e nella correzione dei test). È il caso di spendere più di 8 milioni di euro per confermare questa banalità? Con l’aggravante di turbare la programmazione didattica con prove realizzate altrove e di indurre qualche scuola particolarmente 'zelante' a trasformarsi in un testifico dove si preparano le classi alla 'prova' Invalsi e si trascura la didattica curricolare? Conclusioni: le prove Invalsi sono obbligatorie per gli allievi (sempreché siano presenti)......."

Pubblicata dal sito, www.cubpiemonte.org


05/05/2011

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