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Giovedì 09 Febbraio 2012 | Ultimo aggiornamento 00:55

FOTOSERVIZIO/ 2a PARTE

Fiaccolata della Legalità a Sanremo: evento bipartisan dura poco: Zoccarato fischiato abbandona




Sanremo - A scaldare gli animi, le affermazioni di Zoccarato sulla necessita' di attuare una rivoluzione per estirpare la mafia, giungendo a cambiare la classe dirigente se necessario.

Doveva essere, ed in effetti lo e' stata, una manifestazione pacifica, contro le mafie e la criminalita'. Unico neo della Fiaccolata della legalita', che si e' svolta, questa sera, a Sanremo, e' stato l'aggressione verbale al sindaco della citta' dei Fiori, Maurizio Zoccarato, prima fischiato e poi aggredito verbalmente durante il suo discorso, in piazza Cassini, dal folto pubblico di centrosinistra. A scaldare gli animi, le affermazioni di Zoccarato sulla necessita' di attuare una rivoluzione per estirpare la mafia e cambiare la classe dirigente, se necessario.

E' stato proprio in quel momento, che e' partita la provocazione di un blogger milanese, Daniele Martinelli, che ha attaccato il sindaco, gridandogli di iniziare dall'ex ministro Claudio Scajola. Ha, quindi, lanciato altre accuse verso il Pdl e il sindaco, a quel punto, ha abbandonato la piazza, scortato dalle forze dell'ordine dagli altri militanti del Pdl. 'La sicurezza e la legalita' sono condivisi da tutti – ha detto il sindaco, durante il suo intervento -. Quello che, pero', che bisogna sottolineare e' la necessita' di un cambio di direzione.

'Ci vuole una consapevolezza dei partiti politici, di fare una volta per tutte una rivoluzione. Bisogna avere il coraggio di dire e di fare pulizia, di guardare avanti e se e' il caso di cambiare anche le classi dirigenti. Noi non dobbiamo mai avere mai paura di dire anche le cose storte'.

Ha aggiunto: 'Ho partecipato a questa manifestazione con tanta volonta' e altrettanta franchezza voglio dire (Zoccarato viene interrotto da un cittadino che lo invita a tornarsene a casa, ndr)... Quello che io voglio dire e lo dico con forza: oggi disobbedisco al mio partito e la manifestazione finisce qui, perche' questa manifestazione era da fare a Genova e non a Sanremo... Perchè noi andiamo nei supermercati e non dai fruttivendoli della 'ndrangheta'.

Gli altri interventi.

'Chiedere i voti a queste persone – ha affermato l'onorevole Andrea Orlando (Pd) – e come chiedere i soldi, perche' vuol dire che ci saranno da pagare gli interessi cento volte e non li paga soltanto chi ha contratto il debito, ma anche i cittadini'. Ha aggiunto Orlando: 'C'e' un codice della Commissione antimafia che le forze politiche potrebbero assumere immediatamente. Il mio partito, ad esempio, lo ha fatto. Un codice secondo il quale non si possono candidare persone che abbiano raccolto sovvenzioni per la campagna elettorale in modo non trasparente o che abbiano avuto precedenti per quanto riguarda i reati contro la pubblica amministrazione. Applicare questo codice sarebbe gia' un buon punto di partenza'.

E poi. 'Siamo rimasti molto preoccupati anche noi dopo questi arresti a Genova e in Liguria – ha affermato il governatore della Liguria Claudio Burlando - in tutti i luoghi in cui si manifestano problemi e' bene che la reagisca, senza fare classifiche. E' chiaro che siamo tutti esposti a quesito pericolo'. Sull'abbandono di Zoccarato, Burlando ha affermato: 'Mi e' dispiaciuto'. Dopodiche' ha cambiato discorso, sottolineando: 'Credo sia molto importante una reazione forte e nessuno di noi puo' considerarsi immune ed e' bene che ognuno di noi reagisca con forza'.

I DATI, I PARTECIPANTI

Un migliaio di persone partecipano stasera nel centro storico della Pigna, a Sanremo, alla Fiaccolata della Legalita' organizzata  dall'associazione Libera per dire no alle infiltrazioni della criminalita' organizzata in Liguria ed in particolare nel ponente.
Alla manifestazione sono presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, i parlamentari del Pd Pinotti e Orlando, don Andrea Gallo, il presidente della Provincia di Imperia Luigi Sappa, il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato, rappresentati dei gruppi regionali di centrosinistra e centrodestra tra i quali il vice capogruppo del Pdl Marco Scajola ed il coordinatore provinciale del Pdl Massimiliano Ambesi.


Partito da piazza Colombo, il corteo e' giunto in piazza Cassini dove si sono tenuti i primi discorsi. 'Accendi la legalita', 'Basta mafie - Liguria libera', 'No, non si convive con le mafie', 'via le mafie dal Ponente' sono alcuni dei cartelli portati in corteo, al quale, per invito di Matteo Lupi, presidente di Libera Liguria, non sono presenti insegne di partito. Quindi, il corteo è proseguito per piazza San Siro, piazza Bresca e di nuovo piazza Colombo.


IL DISCORSO DI PACE DEL VESCOVO DIOCESANO S.E. MONSIGNOR ALBERTO MARIA CAREGGIO,  LETTO DAL VICARIO DELLA DIOCESI MONSIGNOR UMBERTO TOFFANI
 
 
"Partecipo anch’io volentieri a questa “Fiaccolata per la legalità”, manifestazione civile, come mi auguro sia e rimanga, che intende richiamare l’attenzione dei cittadini e delle Autorità sul cancro della criminalità organizzata, un male che intacca alla radice numerosi settori della vita sociale, privata e pubblica.

Se nelle nostre città non abbiamo ancora raggiunto aspetti malavitosi, tali da essere equiparabili a quelli di altre regioni, ciò non toglie che il livello di guardia abbia raggiunto un grado tale per cui non è lecito tacere. Preoccupa constatare che i tentacoli della delinquenza siano sempre più estesi anche da noi.

Ogni speranza di sviluppo sociale e umano muore quando la vita dei cittadini onesti e laboriosi è braccata dallo spadroneggiare occulto di una criminalità organizzata, fatta di intrighi, di vendette, di ritorsioni, di violenza, di interessi incrociati, ad opera di speculatori e delinquenti senza scrupoli, senza alcun senso della legge, se non quella interna e spietata del proprio clan.
Non si potrà mai sperare uno sviluppo sociale sereno, se il diffondersi dei fenomeni parassitari e criminali non trova una seria e unanime volontà sociale e politica di essere ostacolato. Va pur detto, a mio sommesso avviso, che non tutto dipende dalla malavita. Le cause scatenanti di questi fenomeni si sviluppano quando il tessuto morale di una nazione è sfilacciato, quando vengono a mancare o si affievoliscono i valori morali, civili e sociali; come pure quando i meccanismi della macchina pubblica e statale sono rallentati o inceppati. Tutto questo rende “inevitabile”, lo svilupparsi negli organismi sociali di ogni forma di illegalità, di corruzione, di compromesso.

Nessuno di noi può permettere che le città del Ponente ligure, in lento e vistoso declino, possano essere ulteriormente danneggiate da illegalità e connivenze camorriste. È un sacrosanto dovere di tutti bloccare la via ai pirati della convivenza umana!
Se alla base di ogni vero progresso deve esserci una libera e retta coscienza, il primo bene sociale da ricercare e sviluppare è quello della formazione di una coscienza “libera” e “retta”, a partire dai giovani che danno segni di sfacciata illegalità, sotto gli occhi di tutti. C’è una emergenza educativa: ma noi che cosa facciamo di fronte alle palesi violazioni delle regole?
Senza norme morali non è possibile alcuna vita sociale! Ogni relativismo etico, che considera buono solo ciò che torna a proprio vantaggio, diventa un autentico sopruso contro il bene comune.

L’intento della Chiesa – come afferma anche il documento dell’Episcopato italiano del febbraio scorso, Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno – non è quello di mettere sotto accusa la classe politica, o le Forze dell’Ordine (i cui successi sono nella cronaca quotidiana), ma di richiamare tutti alla responsabilità individuale e incoraggiare la volontà di riscatto di fronte all’aggravarsi dei fenomeni malavitosi. Contano gli uomini integerrimi, onesti, alieni da compromessi, amanti del bene comune e di specchiata vita morale.

La partecipazione all’odierna manifestazione è da me percepita come un doveroso contributo per sensibilizzare la responsabilità individuale, incoraggiare la volontà di riscatto, richiamare all’opinione pubblica alcuni aspetti della Dottrina Sociale della Chiesa: la solidarietà con le persone più deboli, la critica coraggiosa delle deficienze, la necessità di far crescere il senso civico di tutta la popolazione, l’urgenza di superare le inadeguatezze presenti negli organismi sociali e, infine, richiamare quei punti irrinunciabili sulle questioni etiche fondamentali, a cui i cattolici non possono rinunciare impunemente.

È il momento di dirci con chiarezza e senza ambiguità, che un’economia illegale anche se non si identifica totalmente con il fenomeno mafioso, è fortemente deleteria come l’usura, l’estorsione, l’evasione fiscale, il lavoro nero, ecc..
Tutto ciò rivela una carenza di senso civico e compromette sia la qualità della convivenza sociale, sia la vita politica e istituzionale, arrecando anche in questo caso un grave pregiudizio allo sviluppo economico, sociale e culturale.
Concludo ripetendo il severo monito di Giovanni Paolo II, lanciato ad Agrigento, contro i mafiosi. Fu un messaggio forte e chiaro, un fulmine a ciel sereno, necessario oggi come ieri. Prima o poi ci sarà un “giudizio divino” su coloro che infrangono il precetto di Dio del “non uccidere”, ricordando che si uccide in molti modi."

di Fabrizio Tenerelli

15/07/2010

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