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Rovina davvero il panorama?
La torre Doria di Piazza Dante ad Imperia è brutta o no? Si accende il dibattito
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Nei giorni scorsi lo storico pastificio Agnesi di Imperia, appartenente al gruppo Colussi, ha presentato il nuovo tipo di pasta dal gusto sopraffino, con la quale intende penetrare con decisione nei mercati statunitense e russo, cui è stato affibbiato il nome commerciale di pasta “ Gemma”. Il logo che comparirà sulle confezioni di detto tipo di pasta sarà una foto con la veduta di Oneglia, il popoloso quartiere orientale di Imperia ove sorge l’industria alimentare che ai tempi della sua fondazione era comune autonomo, dal mare depurata dall’ormai familiare Grattacielo Doria che con i suoi ottanta metri d’altezza si staglia alle spalle dell’antico borgo portuale del rione.
La decisione di cancellare con l’aiuto del computer il simbolo e l’orgoglio dell’Imperia del “ boom economico” ha acceso una fervida discussione d’ordine urbanistico in città. Il giovane e dinamico sindaco Paolo Strescino, del Popolo delle Libertà, ha definito la Torre Doria non certo una bellezza architettonica tra l’altro mal inserita tra le basse case del nucleo storico onegliese e le dolci colline ammantate di uliveti che circondano il capoluogo dell’estremo ponente ligure. Come lui la pensa la gran parte dei cittadini anche se alcuni professionisti imperiesi e storici dell’architettura dell’Università di Genova, invece, difendono la Torre Doria asserendo che si stata costruita con attenzione e rifinita in maniera pregiata.
Sostanzialmente i suoi difensori affermano che comunque rappresenta quello che era il gusto dell’Italia degli anni sessanta, cioè dell’Italia del “ boom” economico. Costruita a partire dal 1966 grazie al finanziamento di alcuni facoltosi imprenditori locali, di Diano Marina ed artigiani orafi di Valenza Po, la Torre Doria venne terminata nel 1972. Ospita non solo uffici, è la storica sede della Banca Popolare di Novara, ma anche appartamenti di lusso. Il suo progettista, ora defunto, fu l’architetto Cesare Chiari del Tigullio. Suo figlio Nicola che svolge la medesima professione, con un lungo ed articolato intervento sul maggior quotidiano genovese, oggi ne difende la costruzione ricordando come nei ruggenti anni sessanta in tutt’Italia città più o meno grandi gareggiassero per avere il grattacielo più alto. In quel fatidico decennio a Milano si inaugurò il mitico “ Pirellone” accanto alla Stazione centrale, oggi sede dismittenda della Regione Lomberdia, a Genova i grattacieli di Piccapietra, a Rimini il celebre Grattacielo. Anche la piccola e provinciale Imperia volle il suo e sotto l’amministrazione del sindaco Giorgio Verda lo ebbe.
Sarà forse stata un’idea provinciale quella di rovinare la “ skyline” di Oneglia con una torre alta ottanta metri ma almeno l’edificio è stato costruito con gusto, materiali di pregio e seguendo le più moderne, per l’epoca, prescrizioni anti- sismiche, la zona dell’imperiese fu colpita nel lontano 1887 da un funesto terremoto, ed anti- cicloniche giacchè la Valle Impero al cui sbocco sorge Imperia è molto ventosa. Qualcuno ora ha cominciato a progettare un suo rivestimento con pannelli schermati al fine forse di adeguarlo di più al gusto dei tempi.“ A Chiavari vogliono addirittura abbattere, con la scusa che sono diventate ricettacolo di barboni romeni, le colonie Fera con annessa torre, capolavoro del razionalismo degli anni trenta.
Se ormai il gusto della gente è cambiato non è comunque una ragione per cancellarne importanti tracce del passato” replica dal levante ligure l’architetto Nicola Chiari. Come lui iniziano a pensarla in molti. E’ un po’ come se si volesse abbattere la Mole Antonelliana a Torino sostenendo che rovina la visione dell’incantevole collina di Superga.
Sergio Bagnoli
di Riviera24
29/03/2010






















