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Campagna "Stop al cemento", blitz di Legambiente al Porto di Imperia

La costruzione del Porto di Imperia, che nel 2009 ha ricevuto dalla Goletta Verde di Legambiente la "bandiera nera" è esemplificativo di un modello di sviluppo basato sull'aggressione al territorio che la Liguria ormai subisce da troppi anni. Uno sviluppo che prevede colate di cemento, spesso accompagnate da abusi edilizi o che "trascura" i piani di bacino e il consenso delle popolazione locale che determinerà la perdita del peculiare paesaggio costiero ligure, che, cementificato a partire dal mare, dovrebbe invece rappresentare un patrimonio comune da tutelare e non da utilizzare per speculare.
In pochi anni, a partire dal 2007 sono cominciate nuove opere o ampliamenti dei porti esistenti lungo la costa, che porteranno la capacità di posti barca da circa 16.000 a oltre 25.000. La dotazione di posti barca della nostra costa è oggi decisamente cospicua, Considerando il numero di posti barca per ogni miglio di territorio costiero si rileva una concentrazione di 128 imbarcazioni, dalla misura media di 12 metri, per miglio. questa densità raddoppierà, una volta terminate le opere, a circa 200 posti barca, per miglio.
"Il diportismo nautico - commenta Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria - rappresenta un occasione per rilanciare il turismo nella nostra regione, ma i posti barca vanno recuperati nei porti commerciali esistenti che hanno ampi spazi in dismissione e che possono essere utilizzati a questo scopo".
La Liguria rappresenta lo sbocco al mare delle regioni Piemonte, Lombardia e in parte dell'Emilia Romagna, con un bacino di potenziali frequentatori di circa dieci milioni di persone. Questi numeri fanno riflettere sulla potenziale pressione antropica che la nostra regione subisce e subirà in futuro. "Ci chiediamo - conclude Santo Grammatico, Coordinatore Generale di Legambiente Liguria - se l'offerta di posti barca in Liguria seguirà la domanda che proviene da un così ampio bacino geografico. Ciò significherà evidentemente perseguire la costruzione di porti turistici, magari uno per Comune costiero, sfigurando la nostra costa. Ci chiediamo se vi sia, nella pianificazione territoriale, un limite alla costruzione di posti barca nella nostra regione".
19/03/2010
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