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Venerdì 03 Settembre 2010 | Ultimo aggiornamento 10:19

QUERELLE UDC-PDL

Ambesi risponde a Sindoni: dal gioco delle tre carte, ai ricatti casiniani, alle richieste di asilo

Imperia - "Quotidianamente, veniamo contattati da militanti del movimento di Sindoni pronti a schierarsi con noi non solo nelle elezioni regionali, in cui l’UDC si è allineata con la sinistra massimalista, ma anche nelle elezioni provinciali...".

Massimiliano Ambesi

Andando oltre gli attacchi personali che lasciano il tempo che trovano, l’impressione è che le rancorose osservazioni del segretario provinciale dell’UDC risultino oltremodo discutibili e a tratti anche confuse.

La scarsa coerenza del suo movimento è dimostrata dal fatto di aver stipulato alleanze regionali di comodo in modo da accaparrarsi il successo laddove fosse possibile. Per quanto riguarda le ultime elezioni politiche, il buon Sindoni, probabilmente a corto di memoria, dimentica come l’UDC sia stata volontariamente lasciata al suo destino dalla coalizione di centro-destra che ha deciso di non sottostare ai consueti ricatti di matrice casiniana. Il risultato di questa decisa e necessaria presa di posizione è stata una netta vittoria che consente a Silvio Berlusconi di governare con un’ampia maggioranza in cui non si sente la mancanza degli esponenti dell’UDC.

Ad oggi, non mi risulta che in questa provincia alcun iscritto del PDL abbia cambiato casacca per confluire nelle file dell’UDC, anzi, quotidianamente, veniamo contattati da militanti del movimento di Sindoni pronti a schierarsi con noi non solo nelle elezioni regionali, in cui l’UDC si è allineata con la sinistra massimalista, ma anche nelle elezioni provinciali, in cui l’UDC, all’inseguimento di una coerenza che nessuno mai gli riconoscerà, ha deciso di correre per proprio conto. Se Sindoni è così coerente come decanta, perché non chiede agli amministratori comunali di area UDC, che in questo provincia amministrano insieme ad esponenti del PDL, di abbandonare le rispettive maggioranze?

Il gioco delle tre carte in cui l’UDC sta cercando di distinguersi con discutibile maestria è il segno della grande confusione che contraddistingue il movimento. Come sarà mai possibile avere una posizione in Europa, un’altra diversa nel Parlamento italiano e una terza ancora a livello regionale? Inoltre, ci si domanda quale messaggio distorto Sindoni voglia veicolare quando sostiene che nelle elezioni amministrative debbano contare le persone e il programma. Per quanto ci riguarda, le persone e il programma contano allo stesso modo tanto nelle elezioni amministrative quanto nelle elezioni politiche e risulta difficile comprendere come per la dirigenza dell’UDC non possa essere così.

Tornando alla recente attualità, il sorteggio delle liste provinciali di area PDL, a differenza di quanto sostenuto da Sindoni, rappresenta un esempio di grande democrazia ed anche un segnale per mettere in discussione un sistema elettorale che necessità di un restyling legislativo. In ogni caso, saranno gli elettori e non certo Antonio Sindoni detto “Ninetto” a giudicare la bontà o meno delle nostre iniziative così come avvenuto nelle recenti elezioni amministrative di Imperia e Sanremo in cui la posizione di distinguo del suo movimento è stata suffragata da ridotto consenso.

In ultimo, preso atto che il PDL è da poco arrivato a due anni di vita e solo da alcuni mesi si è dotato di una classe dirigente strutturata in maniera capillare sul territorio, risultano incomprensibili le dichiarazioni, o se vogliamo profezie, di Sindoni convinto assertore del fatto che il nostro coordinatore provinciale venga cambiato “ogni paio d’anni”.

IN ALLEGATO L'INTERVENTO DI SINDONI

di Massimiliano Ambesi

08/02/2010


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Massimiliano Ambesi Antonio Sindoni
 
 
 
 
 
 



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