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Domenica 14 Marzo 2010 | Ultimo aggiornamento 23:02

IN CARCERE A IMPERIA

Le presunte soffiate sui traffici di droga all'isp. Romanelli: l'"infame" Feki MINACCIATO di morte

Imperia - La comunita' magrebina lo avrebbe messo sotto tiro dopo le indiscrezioni dalle quali si e' appreso che l'interprete al centro di un'inchiesta sui permessi di soggiorno facili avrebbe fatto arrestare diversi nordafricani dalla Polizia.

Minacciato di morte per tre volte, in appena due giorni. Si tratta di Mohamed ben Amar Feki, l'interprete di 45 anni in carcere, a Imperia, perche' accusato di aver fornito documenti e altri permessi per l'ingresso e la permanenza di clandestini in Italia. Motivo: le presunte soffiate all'ispettore capo del commissariato di Polizia, di Sanremo, Egidio Romanelli, che – in cambio di altrettante soffiate sui controlli anti-clandestini – avrebbero permesso di far piazzare al poliziotto un po' di sequestri di droga, facendo arrestare esponenti della comunita' magrebina, che oggi lo hanno sotto tiro.

Proprio per questo motivo, Feki, che sabato scorso, durante l'interrogatorio di garanzia, davanti al gip Eduardo Bracco, si e' avvalso della facolta' di non rispondere, e' stato messo in isolamento. Il suo difensore, l'avvocato Stefania Lombardi di Sanremo, potrebbe chiedere la detenzione ai domiciliari.

Feki, considerato come si dice nel gergo un 'infame', sarebbe stato minacciato in carcere da altri detenuti, ma sulle modalita' ci sono indagini in corso. Secondo quanto ricostruito nelle indagini, Feki avrebbe elargito all'ispettore Romanelli informazioni determinanti per l'arresto di trafficanti di droga, in cambio di informazioni sui blitz della Polizia che potevano mettere nei guai anche quei clandestini da lui 'tutelati' e con i quali erano in corso le procedure per l'ottenimento del permesso di soggiorno.

di Fabrizio Tenerelli

08/02/2010


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