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Grido d'allarme del consigliere regionale Franco Bonello: "Disastro ambientale su spiagge imperiesi"

Bonello
Il progetto approvato per il nuovo porto turistico di Porto Maurizio comporta altresì sull’”intero fronte mare tra la foce dell’Impero e la darsena S. Lazzaro la sistemazione artificiale fruibile alla nautica leggera ed alla balneazione”.
La Valutazione di Impatto Ambientale effettuata di concerto, sentita la Regione Liguria, tra il Ministero dell’Ambiente ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali in data 31 gennaio 2001 disponeva tra l’altro che (punto e):
“per la realizzazione della spiaggia artificiale dovrà essere utilizzato materiale selezionato in base ad analisi granulometriche ed, eventualmente, fisico – chimiche, in modo da ridurre quanto possibile le percentuali di limo ed argilla al fine di evitare interferenze con l’ambiente marino. Il materiale residuo (dalla selezione), di qualità non idonea, deve essere opportunamente trattato e smaltito (in discarica)”.
Nella realtà, la concessionaria Porto di Imperia ha concordato con la Rete Ferroviaria Italiana, che sta realizzando la nuova linea ferroviaria nel tratto Andora – San Lorenzo al Mare, di scaricare senza alcuna selezione 150.000 metri cubi di terra argillosa provenienti dagli scavi nella galleria Bardellino tra Oneglia e Caramagna, una quantità di terra per il trasporto della quale sono necessari 9.000 trasporti con autocarro.
Ad oggi sono già stati versati in mare circa 50.000 metri cubi ed il loro effetto è visibile con le ampie strisce sul mare di materiale inquinante.
Non importa tanto che sia stata violata dalla società Porto di Imperia la prescrizione cogente della Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente e di quello per i Beni e le Attività Culturali.
Importa che tale violazione crea un disastro ambientale inquinando con argilla il fondo marino tra l’Impero e San Lazzaro, argilla che per effetto del moto ondoso si diffonderà nel tempo sulle spiagge di Imperia sia a levante che a ponente.
Un disastro ambientale ben conosciuto nella nostra provincia perché già vissuto con lo stesso materiale ora versato dalla Rete Ferroviaria Italiana ad Imperia, in passato versato dalla Cogefar ad Ospedaletti e Bordighera inquinando per diversi anni le spiagge di quelle località causando danni gravissimi alle spiagge ed alla balneazione.
Di più, oltre a questo grave danno ambientale nella realizzazione della spiaggia la Valutazione Ambientale prescriveva (punto C) di “minimizzare le opere fisse di contenimento al piede” ovvero non proteggere la “sabbia” con una scogliera aderente che renderebbe difficile la balneazione, ma la prescrizione richiede la realizzazione di dighe di protezione a mare, ad una certa distanza dalla spiaggia proprio per evitare l’arretramento della spiaggia artificiale e rendere agevole la balneazione.
Inoltre è ben evidente da molti mesi il problema rappresentato dagli oltre 100.000 metri cubi di terra inquinata da ogni tipo di materiale che occupa come una montagna parte dell’area portuale adiacente al capannone in parte abusivo della cantieristica e in parte un’area non in concessione al porto. Tale “montagna” costituisce un deposito temporaneo che per legge può essere autorizzato solo per un numero di mesi limitato dopo di che va smaltito in una discarica per rifiuti speciali,sempre in base alle leggi vigenti,da parte della società realizzatrice dell’opera ed a suo carico. Perché questo non avviene ed i cittadini imperiesi devono sopportare questo scempio malsano? Di più, è vero che l’accordo tra la Porto di Imperia s.p.a. e la Rete Ferroviaria Italiana prevede il trasferimento di tale materiale inquinato a completamento dello strato vegetale(sic!) della discarica di San Bartolomeo? E’ possibile signor Sindaco di Imperia che le leggi dello Stato siano disattese proprio da coloro i quali hanno la responsabilità di farle applicare?
Infine, perché la terra che dalla costruenda galleria dei Bardellini nel Comune di Imperia prima di essere trasportata nel porto di Imperia per essere buttata in mare (in modo illegale) viene trasferita su nastro trasportatore a San Bartolomeo e da li portata con camion nel porto di Imperia, causando ulteriori disagi alle ai cittadini in termini di inquinamento e intasando ulteriormente il traffico sulla Via Aurelia? Quali motivazioni e interessi ci sono dietro questa scelta obbiettivamente illogica?
I cittadini di Imperia restano in attesa di una sollecita e chiara risposta da parte del Sindaco Paolo Strescino.
di Franco Bonello
08/02/2010
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