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Da Confcommercio

Roberto Sbriscia: "5 gennaio per inizio saldi è scelta a livello regionale, condivisa e collegiale”




- Dalla struttura provinciale della Confcommercio parte un invito agli Amministratori: "Invitiamo i Sindaci a far rispettare le norme regionali, monitorando il territorio per evitare la concorrenza sleale"

Abbiamo appreso dagli organi di stampa della polemica nata in merito alla decisione della Giunta Regionale di fissare la data dell’inizio dei saldi il giorno 5 Gennaio 2010.
Dice Roberto Sbriscia, Presidente del Sindacato della Confcommercio “Tessili, Abbigliamento e Calzature” della provincia di Imperia: “E’ doveroso precisare, visto il ruolo che ricopro, che la data dei saldi è stata concordata A LIVELLO REGIONALE, insieme alle categorie”.

“La decisione – prosegue Sbriscia – è scaturita da un confronto con i colleghi Presidenti Provinciali di Savona, Spezia e Genova: il Direttivo Regionale di Federazione Moda Italia si è poi confrontato con i colleghi dell’altra sigla di rappresentanza, ovvero Confesercenti. La data del 5 Gennaio, quindi, tiene conto non solo delle esigenze della città di Ventimiglia o di Alassio, ma di andamenti commerciali molti più complessi e di respiro regionale. Il Sindacato provinciale di cui io sono Presidente, sulla questione delle date dei saldi, ha riunito i Suoi dirigenti provinciali, che sono rappresentativi di tutto il territorio imperiese, da Ventimiglia a Cervo, i quali in data 29.10.2009 hanno comunicato alla propria Federazione Regionale la proposta emersa dall’incontro, ovvero quella di far iniziare i saldi il 4 Gennaio, capendo le diverse esigenze del territorio e comunque in anticipo rispetto alle richieste delle altre provincie: Savona aveva deciso la data del 6 Gennaio, come La Spezia; Genova aveva proposto l’8 Gennaio. Da qui è nata una soluzione di equilibrio: 5 gennaio 2010.
Questo è solo per spiegare che determinate scelte non si possono fare solo su 1 o 2 realtà provinciali, ma le decisioni sono regionali e soprattutto collegiali. Spiego cosa intendo per collegiali: oltre alle riunioni dei dirigenti provinciali, Confcommercio Imperia ed le Suo sindacate»tessili” avevano promosso lo scorso anno, terminati i saldi 2009, un questionario presso le attività associate (unica provincia in Liguria a farlo): dall’analisi dei risultati è emerso che il 38% degli intervistati sente l’esigenza di allungare il “gap” in cui non sono consentite vendite in saldo, dichiarando di volere l’inizio dei saldi al 16 Gennaio 2010; il 22% ha proposto il 6 Gennaio; il 21% il 2 Gennaio; l’11% il 9 Gennaio; il 8% ha risposto “altro”.

E sempre per rimanere in tema di sondaggi tra i commercianti, alla domanda: “Alla luce delle tue recenti esperienze di vendita durante il periodo natalizio, ritieni che queste siano influenzate dalla data di inizio dei saldi?” – la stragrande maggioranza degli intervistati ha risposto “MOLTO”: ciò significa che il continuo avvicinamento della data dei saldi alla fine delle vendite natalizie ha mandato in crisi il settore e gli operatori se ne rendono perfettamente conto.

Se gli Amministratori dicono che i consumi nel periodo natalizio hanno avuto un decremento dovuto a varie cause e contingenze anche non prevedibili, dovrebbero anche sapere che certe scelte, come quella della data di inizio saldi, vengono programmate con largo anticipo (la data è stata deliberata a metà Novembre).

Voglio ricordare, inoltre, che questo è il secondo anno in cui le categorie possono affrontare il tema della data di inizio dei saldi con la Regione Liguria: fino al 2008, infatti, il Testo Unico sul Commercio (L.R. 1/2007) decretava come data di inizio delle vendite di fine stagione improrogabilmente il 6 Gennaio.

Sono state poi le categorie a ottenere l’importante risultato di sedersi al tavolo di confronto con la Regione e poter discutere della questione.

Comunque ritengo opportuno concludere dicendo che siamo disposti ad incontrare tutti i politici che vorranno discutere di cose concrete: non se è meglio il 2 o il 5, ma che ci sono problematiche molto più gravi, importanti e pesanti che attanagliano il settore commerciale”.

Dalla struttura provinciale della Confcommercio parte un invito agli Amministratori: “approfittiamo dell’opportunità per invitare i Sindaci, invece, a far rispettare le norme regionali, monitorando costantemente il territorio di loro competenza al fine di evitare varie forme di concorrenza sleale: merce contraffatta, saldi e vendite straordinarie fatte in periodi che Legge Regionale vieta…Auspichiamo la massima collaborazione delle Istituzioni per far emergere l’imprenditore virtuoso e punire, invece, tutte le forme di vendita non legali”.

di Riviera24

29/12/2009

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