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Sabato 04 Febbraio 2012 | Ultimo aggiornamento 16:35

STAMANI LA CERIMONIA

Intitolato al patrono San Leonardo "campione del mondo di cristianità" il parco urbano di Imperia




Imperia - Il nuovo parco urbano di Imperia e' considerato il trait-union tra gli agglomerati urbani di Oneglia e Porto Maurizio, storicamente divisi e oggi uniti da un parco e da un santo considerato 'super partes' rispetto alle due localita'.

UN MOMENTO DELLA CERIMONIA

E' stato intitolato, oggi, a San Leonardo patrono di Imperia, con l'inaugurazione di una lapide, il nuovo parco urbano di Imperia, considerato il trait-union tra gli agglomerati urbani di Oneglia e Porto Maurizio, storicamente divisi e oggi uniti da un parco e da un santo considerato 'super partes' rispetto alle due localita'.

'Dedichiamo questo polmone verde della citta', un'opera straordinaria, al nostro santo patrono – ha affermato il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, stamani, alla cerimonia di intitolazione -. E' vero che storicamente, Oneglia sente piu' San Giovanni, mentre Porto Maurizio e' piu' attaccata a San Maurizio; ma era giusto, quando venne individuato nel 1991, istituire questa figura, probabilmente super partes e intitolare il parco, che davvero ha cambiato il volto della citta', al nostro patrono'.

Presenti alla cerimonia le massime autorita' cittadine e il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha commentato: 'San Leonardo, in quanto tale e' uno dei vanti della Chiesa ed anche uno dei vanti della nostra citta',. Nato a Imperia, ha viaggiato ed ha avuto un ruolo importantissimo nella storia della Chiesa'.

Dopo aver brevemente illustrato la storia di San Leonardo - che il primo cittadino ha definito 'campione del mondo del cristianita' – Strescino ha concluso: 'Il parco urbano fa parte di un progetto piu' ampio. Una volta concluso il depuratore, parliamo di fine 2010, inizio 2011, allora potremo ragionare sulla copertura dello stesso, per rendere il parco ancora piu' grande e aprirlo a famiglie, bambini e anziani, migliorando la vivibilita' di Imperia'.

Il discorso delle autorita' e' stato anticipato da una benedizione di S.E. monsignor Mario Olivieri, vescovo della diocesi di Imperia-Albenga.

LA STORIA, IL CULTO E LA VITA DI SAN LEONARDO DA PORTO MAURIZIO (Fonte Wikipedia)

Figlio di Domenico Casanova e Anna Maria Benza, fu battezzato con i nomi di Paolo Gerolamo. La madre morì quando egli aveva due anni, ed il padre si risposò con Maria Ridolfo, della frazione di Artallo. Fu pertanto il padre che diede al futuro Santo quelle basi religiose alle quali in seguito ispirò la sua vita. Domenico Casanova era armatore e uomo di mare e, come voto di castità, aveva stabilito di non ammettere tra i passeggeri dei suoi navigli alcuna donna.

Nel 1688, dodicenne, Leonardo Casanova lascia la Liguria, e forse sul bastimento del padre, si reca a Roma, dove si reca presso lo zio Agostino Casanova per frequentare gli studi superiori di Lettere e Filosofia. A 19 anni sente la vocazione e viene ammesso al noviziato nell'ordine francescano. Il 17 agosto 1702, a 26 anni, diventa sacerdote.

Torna a Porto Maurizio dopo 16 anni di assenza dalla Liguria, essendo gravemente malato e su indicazione dei medici che gli avevano consigliato di tornare nel clima natìo. Vi rimase dal 1704 al 1709, quando la tisi che aveva contratto, guarì miracolosamente per intercessione della Madonna. Nel 1709 fu inviato dai superiori francescani della Provincia Romana a fondare un convento a Firenze. Da quest'ultimo iniziò la sua vita di predicatore. Nel lungo itinerario del suo apostolato, attraversò tutte le regioni dell'Italia settentrionale e centrale, acquistando fama e notorietà, tanto da essere richiesto al Papa dai reggenti della Repubblica di Genova nel 1743.

Con il beneplacito del pontefice, Leonardo Casanova partì da Roma, passò per Firenze, e da qui si imbarcò a Livorno per Genova. A Genova ricevette i festeggiamenti dei cittadini che lo attendevano impazienti di udirlo. Il giorno dopo il suo arrivo a Genova, una domenica, il superiore dei Padri Riformati del convento della Pace gli chiese di fare una predica nella sua chiesa. Leonardo accettò la richiesta, meravigliando positivamente la numerosa folla giunta nell'ampia chiesa della Pace (oggi distrutta). Il successo ottenuto in questa, mosse i Collegi della Repubblica di Genova a dargli ampia facoltà di esercitare il ministero apostolico in tutta la Riviera di Ponente.

Ricevette i festeggiamenti dei suoi concittadini, a Porto Maurizio; poi si spostò diretto a Finale. Essendosi ammalati quattro dei suoi compagni, si risolse ad aspettare che guarissero; nell'attesa venne chiamato a compiere le missioni a Genova. Per il suo discorso venne allestito un palco alle porte di Santa Maria della Pace, la cui piazza venne riempita da innumerevoli fedeli. Il luogo però era ancora troppo ristretto per la folla, per cui si volle sistemare l'orazione in Bisagno, sulla piana nei pressi della chiesa della Pace. In questa predica raccomandò di porre sopra le porte delle proprie case l'effigie di Gesù, ed i Serenissimi Collegi ne ordinarono una in marmo e lettere in bronzo, che riportavano i nomi di Gesù e Maria; tale bassorilievo fu poi applicato alle porta del Ponte Reale nel giorno di San Giovanni Battista del 1743, e la sua posa in opera fu accompagnata dalle salve di cannone in porto, e dalle campane della chiese della città. Fu anche raccomandato a tutte le città e terre murate della Liguria di porre sopra le loro porte la stessa figura dei nomi di Gesù e di Maria.

Il Serenissimo Collegio ottenne allora dal papa di trattenere Leonardo Casanova e di mandarlo in Corsica. Qui Leonardo giunse dopo aver completato le missioni a Lucca e a Pistoia. Fu raggiunto a Viareggio (diocesi di Lucca) da una barca, che nel suo viaggio transitò nel Golfo di La Spezia. Da qui il capitano mandò a Viareggio una feluca che portò Leonardo in Corsica nel 1744.

La Corsica viveva allora momenti difficili, per le insurrezioni separatiste contro la Repubblica di Genova. Leonardo vi rimase sino al novembre 1744, dopo aver lavorato per riappacificarla con i suoi sermoni. Sempre nel novembre 1744 si imbarcò sulla Galea Capitana della Repubblica di Genova e con un viaggio di pochi giorni giunse a Porto Venere. Qui si fermò cinque giorni. Poi si riportò a Genova, dove proseguì la sua instancabile attività predicativa. Nella cattedrale genovese venne eretto dai Canonici un palco, riccamente addobbato. Su questo, Leonardo predicò le sue missioni assieme all'arcivescovo, al Doge, ed allo stuolo di nobili e popolani accorsi per lui.

Da Genova si spostò nelle due Riviere, dove effettuò varie prediche. Qui gli giunse, mentre era a Chiavari, da parte del suo Padre Generale e della Segreteria di Stato della Repubblica, una lettera con l'ordine di tornare in Corsica a completare la sua predicazione.

Proseguì quindi le sue prediche in entrambe le riviere, mentre transitavano in questi territori le truppe austro-tedesche per la guerra tra i Savoia e Genova. Non potendo per questo avere possibilità di attrarre grandi folle ai suoi sermoni, chiese licenza all'arcivescovo e ai Serenissimi Collegi, e, ottenutola, si spostò da Levanto a Lucca. Transitò nel passaggio a Genova, nel santuario di Santa Maria del Monte, dove abitò nella cella n° 20, dedicandosi qui ad intensi esercizi spirituali. In queste occasioni scrisse uno dei suoi Proponimenti. Questi li aveva composti nel convento del Monte, a partire dal 1717, rinnovandoli nel 1735.

Dopo la fine della primavera del 1745, partì da Genova. Non vi sarebbe più tornato.

Lasciata la Liguria, attraversò tutte le regioni italiane, e morì a Roma nel convento di San Bonaventura al Palatino il 26 novembre 1751.

Alcune leggende

Su San Leonardo si raccontano diversi episodi leggendari:

- La prima versione biografica diffusa narra che Leonardo, ad un certo punto della sua vita, per vicende che lo misero in discussione ed in lite con alcuni concittadini, decise di abbandonare Porto Maurizio e che prima di imbarcarsi e lasciare il suolo portorino, si scrollasse i sandali così da non portare con sé "...nemmeno la polvere di quel posto...".

- La parte avversa a questa tesi asserisce che la diceria sia nata nell'ambiente del vicino borgo di Oneglia (allora oppositore e oggi parte, con Porto Maurizio, della città di Imperia) e che possa essere confutata. Secondo alcuni riscontri, Leonardo, guarito dalla tubercolosi, fece voto di non portare più i sandali e lo mantenne fino a quando, molti anni più tardi della fuga da Porto Maurizio verso il 1750, il papa Benedetto XIV non lo obbligò di nuovo a calzarli. Un altro possibile riscontro a favore della seconda tesi è quella che ricorda la missione che tenne nel 1743 a Porto Maurizio alla quale si pensa abbiano partecipato più di 5000 persone, tanto che lo stesso Duomo di Porto Maurizio non bastò e si dovette radunare la gente in uno spiazzo poco sotto gli spalti delle mura. Da lì Leonardo predicò alla folla preannunciando, su quel luogo, la futura costruzione di una grande basilica, che effettivamente fu inaugurata verso il 1840 e in cui dal 1996 sono conservate alcune sue reliquie.

Culto religioso

La statua di S. Leonardo a Porto Maurizio

Fu beatificato il 19 marzo 1796, canonizzato il 29 giugno 1867 e dichiarato Patrono dei missionari nei paesi cattolici il 17 marzo 1923; patrono della città di Imperia a partire dalla metà degli anni novanta; la festa liturgica ricorre il 26 novembre. Una statua di san Leonardo è stata eretta nel luogo in cui, dalle mura del Parasio a Porto Maurizio, predicò alla folla di fedeli.

Numerose le celebrazioni imperiesi attorno alla vita di questo santo; nelle raffigurazioni pittoriche spiccano quelle di Leonardo Massabò, principale pittore della cattedrale di Porto Maurizio attorno alla metà dell'Ottocento.

Pio IX, il Papa che lo canonizzò, fu profondamente devoto; spesso da giovane sacerdote si fermava a pregare nella chiesa di San Bonaventura al Palatino dove è il corpo dell'allora beato. Alla sua devozione è legata sia la professione nel Terz'Ordine Francescano, sia la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione.

di Fabrizio Tenerelli

20/12/2009

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