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Ventimiglia
L'associazione PescApnea si esprime sul regolamento del Comune relativo alla pesca in apnea
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Con riferimento alla campagna di stampa messa in atto contro gli emendamenti al regolamento della istituenda zona di tutela della Mortola approvati dal Comune di Ventimiglia, ed in particolare per quanto concerne la parte relativa alla pesca in apnea, l' associazione PescApnea intende chiarire definitivamente la propria posizione. L'Associazione non vuole assolutamente che il progetto del parco
fallisca, ma anzi si augura che il progetto vada in porto ritenendolo una importantissima forma di valorizzazione del territorio, come già più volte ribadito durante i tavoli tecnici che si sono tenuti a Villa Hambury ed in Regione.
E francamente non capiamo per quale misterioso motivo l' ammissione in una piccola zona del parco dei pescatori in apnea debba far fallire il progetto. Semplicemente riteniamo del tutto inaccettabile che all'interno della zona di tutela siano consentite forme di pesca sportiva e professionale di gran lunga più impattanti e meno selettive della pesca in apnea, come chiaramente dimostrato dai numerosissimi studi e dati con cui abbiamo supportato le nostre argomentazioni, e che invece sia vietata proprio quella che è a minore impatto in assoluto. Sarebbe come vietare la caccia con l' arco all'interno di un bosco e permettere invece di usare gli esplosivi.
La percentuale di prelievo della pesca in apnea è lo 0,3% del totale.
Vietando quest'ultima rimarrebbe consentito all'interno del parco il 99,7% del prelievo complessivo. Insomma ci si lamenta della pagliuzza in un occhio e si tollera la trave, non ci sembra francamente un modo corretto di affrontare seriamente la tutela dell' ambiente. Tra l'altro l'Associazione PescApnea ha proposto ai tavoli tecnici un regolamento oltremodo selettivo, che prevede l'accesso
ai pescatori solo in una piccola zona del parco e non in tutta l'area e per soli 4 giorni a settimana, accesso comunque subordinato a rilascio di licenza nominativa da parte dell'ente gestore. Siamo rimasti altresì meravigliati da quanto riportato a mezzo stampa dalla biologa S.ra Ursula Salghetti Piacenza, perchè dimostra di non avere neanche minimamente letto la proposta di regolamento da noi presentata ai tecnici della Regione, che tra l'altro hanno mostrato grande apprezzamento per la qualità del lavoro che non lasciava adito a dubbi circa l'approccio attentissimo al problema ambientale. Nelle sue obiezioni la S.ra Salghetti Piacenza fa riferimento alla pesca della Cernia quando la cattura di questo intelligentissimo serranide è proibita dalla normativa proposta da PescApnea per il parco Mortola. E si badi bene che la pesca in apnea è l'unica forma di prelievo che consente di scegliere preventivamente se catturare un pesce o meno, a differenza ad esempio di una rete, di un palamito o di una lenza che non sono attrezzi selettivi ma che saranno
ugualmente autorizzati all'interno del parco. Si parla altresì della protezione degli esemplari adulti, dei riproduttori. Anche qui purtroppo un’altra dimostrazione che la S.ra Ursula Salghetti Piacenza non ha neanche minimamente sfogliato il regolamento proposto dai pescatori subacquei. Tra le varie autolimitazioni è infatti previsto un fermo biologico di due mesi all'anno proprio nel periodo in cui il maggior numero di specie ittiche affronta il delicato ciclo riproduttivo, così come riportato dallo studio dell' Istituto Zooprofilattico "G.
Caporale", secondo il quale nei mesi primaverili si concentra il 63,60% dei periodi di frega delle specie ittiche. Ed è proprio in questo momento, il più delicato, che il regolamento proposto da Pescapnea prevede il fermo totale dell'attività per due mesi.
In relazione ai dati riguardanti la diminuzione di pesce pescato ci farebbe piacere capire come la S.ra Salghetti Piacenza sia arrivata alla conclusione che il depauperamento di questa particolare zona, tra l'altro generalizzato in tutto il Mediterraneo, sia da imputare esclusivamente alla pesca in apnea visto che la sua associazione sostiene solo l'esclusione di questa attività dal perimetro del parco.
Visti i dati forniti sul calo del pescato, perchè non vengono proibite le attività più impattanti per favorire la ripresa ittica?
Ci dispiace inoltre leggere una grossolana inesattezza circa il così detto effetto riserva che si dovrebbe manifestare nelle zone limitrofe al parco. Tale effetto si manifesta solo ed esclusivamente quando tra le zone circostanti e quelle tutelate esiste una continuità nella morfologia del fondale. Nel caso della Mortola le zone ricche di secche e di habitat favorevoli alla vita dei pesci rimangono interne al
perimetro, fuori ci sono fondali prevalentemente sabbiosi, scarsamente interessanti per la fauna ittica, per cui l' effetto che si avrà sarà in questo caso sarà esattamente contrario a quello ipotizzato, ovvero si svuoteranno ulteriormente le aree circostanti ed il pesce si concentrerà all' interno della zona protetta costituendo, così ammassato, un facile bersaglio per gli altri tipi di pesca ammessi nel perimetro. Ricordiamo che ad esempio in tutta la costa occidentale della Corsica esistono tantissime zone di tutela delle dimensioni di quella della Mortola. In tali zone il problema ambientale è stato affrontato alla radice, proibendo ogni forma di pesca sia sportiva che professionale e persino l' accesso ai diving. Se la Mortola diventasse una zona di tutela integrale noi non avremmo assolutamente nulla da eccepire. Se invece si permette quasi tutto allora, a maggior ragione, si deve permettere la pesca in apnea, visto il suo risibile impatto. Non accettiamo e non accetteremo discriminazioni di nessun tipo. Siamo disposti ad affrontare qualsiasi tipo di contraddittorio, anche pubblico, perchè siamo in grado di ribattere con argomenti ineccepibili a qualunque contestazione ci venga mossa, specie se strumentale e pretestuosa, come quelle a cui abbiamo fatto riferimento poco sopra. Per quanto riguarda lo sconcerto palesato dai vertici del PD sugli organi di stampa, quello che veramente riteniamo sconcertante è il fatto che una decisione presa per 12 voti favorevoli contro 2 dall' organo più democratico in assoluto quale il Consiglio Comunale, reale estensione del volere popolare, non venga riconosciuta ed analizzata nella sua chiarezza. Ci si appella al fatto che lo stesso Consiglio avesse votato a favore del parco giusto pochi mesi fa senza
precisare che in questo frangente la votazione non riguardava il parco in se ma l'approvazione del suo regolamento. Regolamento che a quanto pare la cittadinanza di Ventimiglia ha reputato incompleto e troppo penalizzante per la pesca in apnea.
Ribadiamo che se in futuro si pensasse di dare il via alla zona di tutela senza i pescatori in apnea non avremmo esitazioni a portare la questione nei tribunali amministrativi regionali ed in questo caso il rischio di fallimento del progetto parco sarebbe davvero reale. Ci preme inoltre ringraziare ancora una volta il Sindaco Scullino, i consiglieri Ascheri e D'Andrea e tutto il Consiglio Comunale di XXmiglia che ha impedito una discriminazione evidentemente assurda evitando che i diritti di molti cittadini venissero calpestati.
Associazione PescApnea
di Manuela Consonni
19/12/2009






















