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Venerdì 03 Settembre 2010 | Ultimo aggiornamento 10:37

SESTA PARTE

Stati Generali del Pdl a Imperia: Scajola spara a zero Burlando e la "banda del buco"

Imperia - Scajola lo ha dichiarato nel corso del suo intervento di chiusura degli Stati Generali del Pdl, in concomitanza dei quali e' stata inaugurata la campagna elettorale di Sandro Biasotti a Governatore della Liguria nel 2010.

Claudio Scajola

IL DURO ATTACCO DI SCAJOLA A BURLANDO E ALLA GESTIONE DELLA REGIONE LIGURIA

'I grandi problemi questa regione li ha tenuti fermi. E' colpa di Burlando? E' colpa di Burlando e non solo. E' colpa di lui, ma anche della sua maggioranza, che e' veramente una banda del buco, perche' questa banda di assessori di maggioranza, si trova d'accordo solo nel non fare e usa anche con grande disturbo il sistema della mistificazione e della menzogna'. Nel parlare della Regione, il ministro Claudio Scajola, fa un duro intervento contro l'attuale Giunta capitanata dal Presidente Claudio Burlando.

'Qualche giorno fa – ancora Scajola - si e' svolta nel mio ministero una riunione sulla crisi della San Giorgio, una fabbrica importante di La Spezia, che ha chiuso, perche' ha fallito. Nel mio ministero stiamo lavorando a individuare dei percorsi e lo facciamo su tante crisi aziendali, quasi trecento, che stiamo gestendo e ne abbiamo portato a compimento positivo tantissime, riorganizzando e ristrutturando grandi imprese. Sulla San Giorgio non pervengono ancora delle possibilita' di industrializzazione del sito e a quell'incontro al ministero dove i miei hanno convocato Regione, Provincia e Comune di La Spezia, si e' esaminata l'unica proposta finora arrivata, che e' quella di realizzare un grande supermercato. L'assessore regionale Vesco ha cosi' dichiarato che il Ministero dello Sviluppo 'ci propone un supermercato e noi non lo accettiamo'. E' un bugiardo. Un assessore bugiardo, che dice menzogne, perche' non puo' dire la verita', in quanto non ha verita' da dire. Questa, infatti, non e' una proposta del ministero, ma e' l'unica proposta che e' arrivata e sulla quale il ministero per primo non concorda'.

Scajola tocca anche il problema sanita' ed avverte: 'La sanita' e' un disastro, e' lottizzata. La campagna elettorale Burlando l'ha cominciata nel 2005, con un ma manifesto che ritraeva lui con accanto dei camici bianchi. Questi camici bianchi hanno fatto tutti carriera per questa prestazione fotografica. Mi pare che non sia questo il modo con cui amministrare. Sull'energia, vogliono l'Agenzia sulla sicurezza nucleare, a Genova e fanno ricorso alla Corte Costituzionale contro il nucleare'.

Scajola contesta, poi, il modo di gestire le infrastrutture: 'Senza il terzo valico il porto di Genova morira'. Il terzo valico lo avevamo messo con il governo nostro, c'era Biasotti presidente di Regione. Arriva Burlando, arriva il Governo Prodi e cancellano il terzo valico. Potremmo parlare del turismo, con la loro mentalita' assembleare per non decidere. Ma parliamo anche di rifiuti con la situazione di Scarpino a Genova, che non e' diversa da Napoli. Non si e' risolto ancora questo problema e non sapendo cosa dire, commissariano Imperia per scaricare l'opinione pubblica su Imperia, anziche' sulle loro responsabilita'.

... Le regionali per noi sono basilari, abbiamo il candidato che ha fatto molto bene il presidente della Regione tra il 2000 e il 2005. Nel 2005 non ha perso Sandro Biasotti: ha perso il governo di allora,. La difficolta' della situazione che c'era ed abbiamo perso quasi tutte le regioni ed anche la Liguria. Noi non abbiamo pensato per un momento che si potesse individuare un candidato diverso, proprio perche' Biasotti ha le qualita' per fare il presidente della Regione.

LA STRATEGIA PER LE REGIONALI

Avverte Scajola, in senso ironico: “Burlando e' il miglior alleato assieme ai suoi in questa campagna elettorale”. Sulle regionali: “Non dobbiamo pensare però, esistendo il sistema delle preferenze, che si debbano fare delle liste a scatola chiusa. Che decidiamo prima chi sono gli eletti e gli altri sono riempitivi. Noi dobbiamo fare una grande svolta: a noi deve interessare in primis vincere la Regione, in secundis chi è eletto. E siccome dobbiamo interessarci di vincere la Regione, dobbiamo mettere anche in provincia di Imperia, i quattro più bravi che abbiamo, che possono prendere più voti. E' chiaro che non saranno eletti tutti e quattro. Saranno eletti due o tre, ma significa che se siamo squadra e se c'e' stato forte consenso e una vince sull'altro di un voto, due voti, cento, mille voti, noi dovremmo considerare come gratificare chi ha dato il suo contributo forte e non e' stato eletto. Ad esempio se qualche consigliere fa l'assessore, si dimette da consigliere regionale; oppure se qualcuno fa l'assessore ma non è salito consigliere regionale oppure viene indicato per seguire un settore importante. Per le regionali metteremo candidati molto forti che in quel momento siano maggiormente in forma. Faremo così in tutta Italia e in Liguria. Fino al punto che se uno di quei personaggi che riteniamo forti, fosse sindaco o presidente della Provincia: si va a rivotare anche in quel Comune e nella Provincia e forse c'è più gente che corre e che cammina e così andiamo a svecchiare un po' quelli che si sono seduti. i sondaggi ci danno già vincenti”.

SUL PARTITO DEL POPOLO DELLA LIBERTA'


'Il popolo delle Liberta' non e' una caserma, ma non e' neanche un albergo a ore'. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, questa sera, al Teatro Cavour di Imperia, nel corso del suo intervento di chiusura degli Stati Generali del Pdl, in concomitanza dei quali e' stata inaugurata la campagna elettorale di Sandro Biasotti a Governatore della Liguria nel 2010. 'Il popolo della Liberta' e' il partito che si ispira a dei valori, a dei principi, che ha un leader scelto dagli elettori e che negli organi dirigenti decide quello che deve essere il suo cammino - ha aggiunto Scajola -. Mi auguro che la turbolenza delle ultime settimane, stia andando a diminuire, perche' dobbiamo portare avanti il nostro programma, che e' stato deciso dagli elettori'.

"Vorrei che sia chiaro un concetto che e' stato ancora occasione di approfondita disamina con il Presidente del Consiglio, due o tre giorni fa, insieme ai coordinatori del Pdl: qui non ci si distingue piu' per le provenienze passate, e' nato il Popolo delle Liberta': le quote non esistono e non ci sono. Oggi c'e' un partito che ha delle regole, degli organi di decisione; ha delle sedi di confronto. Ci si incontra, si discute, di decide, possibilmente all'unanimita', dopodiche' le decisioni sono un obbligo da seguire per tutti coloro che sono aderenti al nostro partito. Questo serve per la nostra provincia, per la nostra regione e a Roma, dove e' giusto che ci siano delle occasioni di incontro e confronto dove ognuno possa esprimere la propria posizione, ma poi quando si decide, la linea vincola tutti. Questo e' l'essenza della democrazia".

"Quando quella notte si decise il nome di questo partito, Berlusconi casso' piu' volte il nome partito, gli dava fastidio, perche' il nostro concetto e' quello del rapporto diretto con la gente, col popolo, non un rapporto mediato. Noi vogliamo che le istituzioni siano in mano ai cittadini e quando questi eleggono i loro consiglieri, assessori, i sindaci e presidente dei Comuni, delle province e delle regioni, questi non hanno nessun altro obbligo, se non rispettare il programma presentato agli elettori e rispondono solo agli elettori e non ai partiti. La grande lacuna che ha portato alla degenerazione del sistema politico e alla caduta della cosiddetta prima repubblica, e' stato quando i partiti hanno pensato di dare ordini agli eletti. I partiti hanno un altro compito: selezionare la classe dirigente, di costruire e formare la classe dirigente".

SCAJOLA PARLA DEL PDL E DELLA MERITOCRAZIA

Riferito ancora al pdl, Scajola afferma: “Nessuno si creda di potere sfasciare un'opera alla quale abbiamo dedicato una vita di fatica, di impegno, di ascolto, di comprensione, cercando di fare sempre il meglio perche' ognuno potesse avere, comunque, una considerazione. Nessuno si pensi che si puo' sfasciare, che ci possa essere spazio per divisioni, per correnti, per piccole conventicole. Il nostro percorso non puo' essere quello di cerca le strade piu' facili, di chi pensa di iscriversi alla dirigenza, di iscriversi subito e automaticamente al Campionato di serie 'A'.

Noi dobbiamo aprire ancora di piu' di quello che abbia gia' aperto: donne, giovani e tutti coloro che vogliono partecipare, ma dobbiamo pretendere da tutti l'appartenenza, la militanza, il sacrificio, la valutazione, un percorso di crescita. Prima di arrivare alla nazionale, si fanno tutti gli allenamenti necessari e le classifiche, ma prima di arrivare in nazionale. Questo per far valere l'unico criterio che ci deve stare in un democrazia, quello del merito. Non possiamo avere amministratori che vogliono partecipare alle vittorie e poi non hanno il senso di appartenenza di iscriversi al nostro partito di partecipare alle nostre riunioni. Ho chiesto ai coordinatori comunali appena eletti di fare un elenco di tutti i consiglieri comunali e gli assessori della provincia di Imperia, se sono tutti presenti qui, perche' nessuno a loro ha ordinato di fare politica”.... Scajola, parla dunque della sua ascesa politica.

Ma non sarà il primo dovere per chi è in un organismo a rappresentare dei cittadini, in nome e per conto di Silvio Berlusconi e del suo partito, ma non sara' un dovere partecipare alle assemblee dove si mettono insieme tutti i dirigenti e tutti gli eletti del Popolo delle Libertà?

SCAJOLA SULLA RIPRESA ECONOMICA

'L'Ocse dice che l'Italia crescera' dell'1,1 per cento nel 2010. Noi, pero', dobbiamo stimolarla, di piu' questa crescita, perche' se sara' davvero dell'1,1 per cento, impiegheremo quattro o cinque anni per tornare ai livelli del 2006. E' troppo tempo'. A conclusione del suo intervento, agli Stati Generali del Pdl, il ministro Scajola interviene anche sulla ripresa economica e avverte: 'Ritengo che dobbiamo coniugare la salvezza dei conti pubblici, in questo momento, con uno stimolo piu' forte alla ripresa, che significa, poi, far rientrare risorse, perche' se cresce il Pil, quello che metteremo sul tavolo avra' un costo inferiore'.

Secondo Scajola e' indispensabile in quest'ottica guardare all'innovazione: 'Bisogna guardare anche alla ricerca, alla banda larga e, quindi, internet veloce. In sostanza, dobbiamo metterci nelle condizioni che di fronte alla ripresa ci sia una possibilita' piu' forte di competizione dell'Italia con gli altri Paesi al mondo'. Conclude il ministro: 'Abbiamo dei significativi segnali di crescita sulla produzione, sugli ordinativi delle imprese sulla fiducia dei cittadini. Stiamo uscendo da una crisi difficile, dove abbiamo retto meglio di altri Paesi. Tre mesi fa abbiamo sorpassato l'Inghilterra, il primo Paese industrializzato della storia; abbiamo tenuto i conti in regola e oggi che si comincia a intravedere la ripresa'.


APRE I LAVORI DEGLI STATI GENERALI IL COORDINATORE PROVINCIALE DEL PDL MASSIMILIANO AMBESI

Parla Massimiliano Ambesi, coordinatore provinciale del Pdl: “Le commissioni sono il punto focale della nostra politica. Abbiamo deciso che ci siano otto commissioni di carattere provinciale, perché questa provincia ha circa 200.000 abitanti e dobbiamo ragionare come un’unica città. Le grandi infrastrutture non devono avere dei doppioni. Ci sono Commissioni tematiche e tecniche. Nel modulo che trovate fuori bisogna indicare la commissione in cui si vuole partecipare. Le commissioni saranno itineranti e chercheremo di toccare tutti i comuni della provincia”.

Ambesi elenca le Commissioni: “Propaganda e Manifestazioni; elettorale e tesseramento; formazione e cultura; la quarta commissione: comunicazione, dovra’ seguire il sito internet, che dal primo gennaio deve diventare organo di stampa e agenda del partito. QAueste sono le commissioni tecniche, le tematiche sono: sanità, pari opportunità, ambiente e territorio e trasporti e viabilità. Strada facendo formeremo altre commissioni”. Aggiunge Ambesi: “Da qui fino alla fine del 2010, dobbiamo raggiungere i 2.500 iscritti. Chiedo massima attenzione alle prossime regionali. Qui in provincia di Imperia siamo stati trattati come ultima ruota del carro. Un imperiese vale 400 euro in meno di un genovese,. Imperia ha ricevuto briciole dalla Regione Liguria. Dobbiamo sostenere il presidente Sandro Biasotti, che dovra’ ottenere almeno 30.000 voti in piu’ del concorrente di centrosinistra. Chiedo l’aiuto di tutti che devono scendere in campo, come se stessero cercando la preferenza personale”.

Vengono presentati i coordinatori di zona.

PARLA IL VICECOORDINATORE PROVINCIALE, ARMANDO BIASI

“Sono quattro le cose che la Regione ha sbagliato. Un esempio la pubblicazione definitiva del piano casa, col governo che ha tentato di fare sprono all’edilizia. Sicuramente per incroci strani all’interno della giunta Burlando, ne e’ uscito un risultato pessimo che ha ridotto la portata di questa legge, che verrà ridotta ai minimi. Non e’ possibile escludere immobili condonati ad esempio. Di recente abbiamo dovuto subire il piano di coordinamento paesaggistico con gli enti che non sono stati contattati. Sono previste gravi misure di salvaguardia, con pianificazioni gia’ in essere che vengono di fatto bloccate. Viene di fatto bloccata un’azione di sviluppo economico”.

“Ulteriore errore della Regione: la legge 24 del 2001, sul recupero dei sottotetti a fini abitativi. E’ accaduto che con 14 interpretazioni da parte degli uffici, la legge ora non si puo’ piu’ applicare alle volumetrie esistenti. La confusione non aiuta mai sindaci, dirigenti, uffici tecnici e professionisti. A Genova ci considerano gli abusivisti, quelli degli abusi edilizi. Non e’ vero: noi sappiamo valorizzare il territorio, basta solo conoscere bene le regole”.

“Quarto caso è per tutti quei Comuni, non solo in provincia di Imperia, che sono in fase di revisione degli strumenti urbanistici con il Puc. Nel maggio 2008, è stata approvata la legge ambientale strategica, che se noi dovessimo seguire pedissequamente: ci vorrebbero 3 anni in piu’ per ottenere un nulla osta. Va bene, dunque, coordinare e pianificare il territorio, ma non si puo’ bloccare tutto. Non dico di avere una burocrazia alla francese, dove un sindaco puo’ emanare norme per la riqualificazione del territorio, ma anche arrivare a metà strada, non sarebbe male. Alla fine passano sei anni e alla fine gli imprenditori quelli onesti si stufano e vanno ad investire altrove”.

SESTA
PARTE

di Fabrizio Tenerelli

22/11/2009


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