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Forse che si Forse che no: L’amico dell’amico di un mio amico




Sanremo - Forse l’unico modo per avviare la rinascita di una città come San Remo sarebbe quello di affidarne la gestione per almeno un anno, in blocco, ad un sindaco, una giunta, un consiglio comunale e una dirigenza composte esclusivamente da persone esterne...

Alberto Guasco

La teoria dei sei gradi di separazione è un'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona nel mondo attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Io conosco te che conosci lui che conosce l’altro che conosce…e via così. La teoria, che ha base più empirica che scientifica, ci dice anche che se ci rapportiamo con una realtà piccola come una cittadina di provincia i gradi di separazione si riducono ulteriormente.

Bene, si dirà, interessante, ma a noi che importa? Eppure, è non solo importante ma probabilmente determinante per capire come mai alcuni problemi di apparente facile soluzione non vengono risolti nei comuni piccoli come Sanremo.

Immaginate di voler intervenire con tolleranza zero per cambiare alcune situazioni che nel tempo hanno contribuito a creare confusione e mancanza di regole in città. Ad esempio, nuove regole per il commercio, oppure nuova sistemazione di spazi pubblici, viabilità, parcheggi, regolamenti edilizi, decoro, sicurezza, erogazione di contributi alle società sportive o culturali, licenze e quant’altro viene normalmente regolato dal comune nell’interesse della collettività.

Insomma, immaginate di dover mettere in atto iniziative che, pur andando nella direzione dell’interesse comune, creeranno disagi o danni economici a chi dalla situazione attuale trae un beneficio in termini economici o di qualità della vita.

Bene, la teoria dei gradi di separazione, trasportata nel piccolo comune, ci dice che quel qualcuno che rischia di vedere compromessa la propria tranquillità è sicuramente un conoscente, se non un amico, se non un parente di un dirigente, o funzionario, o impiegato, o del politico di turno. Questo rende umanamente difficile, non impossibile ma difficile, dare corso a un cambiamento che comporterà disagi a qualcuno che conosciamo. Pensate a questo quando vi domandate come mai alcune situazioni non trovano una soluzione: al di là dei proclami, la realtà si scontra con la regola dei sei gradi. Le pratiche rallentano, i progetti si modificano, le decisioni non si decidono, i problemi non si risolvono, o al contrario tutto si muove più rapidamente ma in direzione opposta a quella più logica.
E’ storia vecchia quella dei “santi in paradiso”, ma sarebbe un errore pensare che il problema derivi dalle ingerenze dei “potenti”. Il problema è in noi stessi: la pressione di un “potente” viene percepita come una ingiustizia, mentre un’azione autonoma a beneficio di un amico regala una sensazione di compiacimento, anche se inevitabilmente danneggerà qualcun altro.
Si lo so, è un discorso un po’ generico, dovrei indicare qualche caso eclatante a supporto di quanto affermato: parcheggi che appaiono o spariscono da un giorno all’altro, dehors di dubbia regolarità, piste ciclabili interrotte, licenze troppo facili o troppo difficili, appalti comunali, modifiche alla viabilità, e altre cento diavolerie... Ma sapete com’è, sono sicuro che scoprirei che qualcuno dei soggetti interessati è, in soli tre passaggi, il conoscente di un mio amico, o di un mio parente, o magari proprio un mio parente..

La regola dei gradi di separazione è una bella fregatura..

Forse l’unico modo per avviare finalmente la rinascita di una città come San Remo sarebbe quello di affidarne la gestione per almeno un anno, in blocco, a un sindaco, una giunta, un consiglio comunale e una dirigenza composte esclusivamente da persone estranee alla città, in grado di analizzare i problemi con occhio disincantato e di avviare gli interventi risolutivi senza dover tenere conto di conoscenze o parentele o, peggio ancora, futuri consensi elettorali. Forse. O forse è meglio non cambiare nulla. In fondo, grazie alla teoria dei gradi di separazione, adesso sappiamo che in meno di tre passaggi anche noi possiamo raggiungere qualcuno in grado di aiutarci. Cominciamo a sfogliare l’agenda…

di Alberto Guasco

08/10/2009

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