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ACCADEMIA DELLA CANZONE
Il pubblico di artisti di Sanremolab applaude Jovanotti al Palafiori /FOTO E AUDIO
'La musica e' una meravigliosa esperienza esistenziale, dove il successo, se poi arriva, e' quasi un effetto collaterale'. Lo ha dichiarato il cantautore Jovanotti, ospite questa sera del Palafiori di Sanremo, come docente di Sanremolab-Accademia della Canzone di Sanremo, il concorso canoro che premia i vincitori con l'accesso diretto al Festival di Sanremo, nella categoria 'Giovani' e che quest'anno vede in gara 321 artisti, per 418 persone (tra band, duo e singoli), che sognano di sfondare nel campo della musica.
'La scuola migliore per comporre una canzone – ha affermato Jovanotti, dando un consiglio ai giovani - è vivere la strada, emozionarsi avere delle relazioni, innamorarsi, abbandonarsi, prendere, viaggiare e partire. Una canzone è fatta di questo'. Alla domanda: 'chi ti ha consigliato, quand'eri ancora giovane e inesperto', Jovanotti risponde: 'Claudio Cecchetto e' stata per me la persona piu' importante, nella prima parte della mia carriera e ancora oggi continua ad essere un mio grande amico. Mi ha aiutato molto, mi ha insegnato quasi tutto quello che so. Poi, si' ci sono state altre persone, ma ho sempre avuto la fortuna di incontrare continuamente gente che mi ha insegnato qualcosa'.
L'errore che non devono commettere i giovani? 'E' quello di inseguire il successo come un valore fine a se stesso. L'errore e' mettersi in competizione e vivere questa esperienza come una gara. L'unica gara che fai e' quella con te stesso e non devi prevalere su nessun altro'.
Conclude Jovanotti: 'Questo e' un mestiere dove i docenti valgono poco, questa direi che è più un'occasione, anzi un pretesto, perché poi è difficile che qualcuno ti possa dire qualcosa. Però è molto importante stare insieme e che questi artisti incontrino qualcuno che ha fatto questo lavoro da tanti anni. E' un mestiere in cui non c'e' una tecnica vincente rispetto a un'altra, non c'e' un modo per farlo meglio. Quindi bisogna cercare dentro di se' ed e' abbastanza difficile spiegarlo. Non è come la musica classica, dove alla fine devi studiare. Qui non c'è niente da studiare, c'è da vivere'.
di Fabrizio Tenerelli
24/09/2009
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