Sanremo
Imperia
Ventimiglia
Taggia
Golfo Dianese
Regione Liguria
Riviera24 Sport
ConfCommercio
Confartigianato
ASL Informa
Fisascat
Moda e Tendenze
I lettori di R24
Festival di Sanremo
Il Punto
Forse che SI / NO
Soldi e Risparmi
Vola in Crociera
Panorama Sport
ANCI informa
Meteo in provincia
Newsletter
Feed rss
Forum famiglie IM
Conv. S. Domenico
Fond. Riv. dei Fiori

Sanremo
L'affondamento della Nave Roma: oggi la commemorazione col superstite Giovanni Vittani /FOTO
| Tweet | ![]() |
|
IL FOTOSERVIZIO DELLA CERIMONIA
'Sara' difficile che possano recuperarlo quel relitto, ma vorrei tanto toccarlo di nuovo con mano. Il viaggio sulla 'Roma'? Lo rifarei subito, sapendo di potermi di nuovo salvare'. Sono parole piene di commozione quelle di Giovanni Vittani, 86 anni, unico ancora in vita tra i quattro sanremesi superstiti dell'affondamento della Corazzata Roma, avvenuto il 9 settembre del 1943, in cui persero la vita almeno 1.393 uomini su un equipaggio di 2.021 uomini, guidati dall’Ammiraglio Carlo Bergamini. Giovanni, questo pomeriggio, a Sanremo, ha partecipato alla commemorazione del tragico episodio, avvenuto proprio il giorno dell'Armistizio, intorno alle 16, quando nel mare, tra l’Asinara e le Bocche di Bonifacio, la Corazzata Roma, colpita a morte soltanto pochi minuti prima, stava terminando la sua breve agonia'. Su quella nave, c'erano anche i sanremesi: Marco Bianco, Italo Pizzo, Mario Varrone e appunto Giovanni Vittani.
'Sembra che sia stato individuato il relitto – afferma Vittani, che oggi ha partecipato alla cerimonia di commemorazione, nel piazzale Vesco di Sanremo, davanti al monumento ai Caduti – ma tirarlo fuori, credo che sara' molto difficile, vista la profondita'. Ho visto quella nave colare a picco, girarsi con la chiglia all'aria. Ho bene impresse nella mia memoria quelle immagini. A bordo eravamo alcune migliaia, non ci conoscevamo tutti, perche' era quasi come una citta', ma molti di loro erano miei amici, con i quali trascorrevo gran parte delle giornate e con cui pranzavo o cenavo'. Giovanni, che era imbarcato come carpentiere, ha ancora un sogno che vorrebbe esaudire: 'Toccare per un'ultima volta quella nave'.
di Fabrizio Tenerelli
09/09/2009
























