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10 anni di ROCK IN THE CASBAH: Matteo Scheda dei Khorakhanè
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Khorakhanè
I Khorakhanè esistono dal 2001 e hanno suonato a Rock in the Casbah nel 2007. Sei anni ricchi di concerti in tutta Italia e all'estero. Eppure se dovessi fare un sondaggio con i componenti della band su quale concerto ci sia più rimasto nel cuore tra le centinaia fatte, quasi sicuramente ne uscirebbe come vincitore proprio il concerto della rassegna sanremese. Chiaramente ci saranno delle ragioni... La spiegazione però non è molto semplice: a volte certe situazioni inaspettate, certe condizioni, certi contrasti, certi incontri creano una sorta di alchimia difficilmente ripetibile che rende unico un evento, facendolo diventare poi indimenticabile. Per spiegarne meglio le ragioni potrei raccontare la giornata nel dettaglio, ma tempo e spazio sono sempre tiranni quindi conviene condensare.
Sanremo era per noi una città ormai familiare, avendoci trascorso per SanremoLab, Festival 2007 e per occasioni e concerti successivi molto tempo. Quindi andare in un posto sapendo cosa ti aspetti e trovarci l’esatto contrario non può che dare più fascino all’evento. Il quartiere Pigna, cioè la Sanremo vecchia tanto cara a Italo Calvino, ci è parsa effettivamente subito lontana anni luce dalla Sanremo festivaliera cui eravamo abituati. E l’entrarci per raggiungere il posto dove si tiene il concerto…beh, ci ha dato subito la spiegazione del perché viene anche chiamata la Casbah. Definire infatti Sanremo come la città dei fiori, abitando nella Pigna…beh, ci è sembrata una cosa veramente poco appropriata: stradine strette tutte in salita e senza un angolo di verde, case spesso fatiscenti che poco hanno a che fare con una città sul mare, etnie provenienti da ogni parte del mondo. Beh, per noi romagnoli abituati ai lidi dell’adriatico... tutto ciò ci è sembrato poco legato al nostro immaginario di riviera, sicuramente molto più rassicurante. Eppure la Casbah ti sa conquistare… A rincarare la dose è poi arrivato il posto dove si tiene il concerto: una strana piazza che si apre facendosi faticosamente posto fra le case circostanti (se non ricordo male frutto di un bombardamento della seconda guerra mondiale...) ci è sembrato veramente un luogo suggestivo per un concerto, soprattutto perché contornata da tante terrazze naturali a diversi livelli da cui poi l’esibizione viene seguita. E poi anche solo suonare dando le spalle ad una casa a pochi metri di distanza, dove da una finestra una donna ti osserva per niente infastidita dal rumore, anzi desiderosa di sentirti all’opera, non è una cosa molto frequente per un musicista, abituato solitamente alle lamentele dei vicini. Quando poi scende la sera i giochi di luce creati ad hoc per aumentare l’atmosfera del luogo, casomai ce ne fosse ulteriormente bisogno, rendono Rock in the Casbah un’esperienza davvero unica. Per chiudere questo lungo resoconto della rassegna, che già so difficilmente renderà l’idea, non si può poi non citare il concerto vero e proprio, sicuramente un po’ freakkettone come piace a noi, con tanta gente che ha voglia di ballare e divertirsi, ma soprattutto il B&B dove l’ottima organizzazione ci ha sistemato per dormire. Solo così abbiamo potuto vivere interamente la Casbah, dormendo in una di queste case completamente a nostra disposizione, con tanto di spaghettata e bevuta finale nella terrazza/tetto con splendida vista sulla Sanremo vecchia e su quella più turistica e conosciuta…una terrazza che è poi anche sui contrasti di questa città che sa offrire il più importante Festival nazional-popolare del nostro paese, ma anche rassegne musicali di dimensioni molto più ridotte che sanno però come conquistarti e rimanere nel cuori, vivendole sia da artista che da spettatore.
Grazie a Larry e a tutta l’organizzazione per l’ottimo lavoro ma soprattutto... BUON COMPLEANNO ROCK IN THE CASBAH!!! Le candeline per ora sono solo 10, ma l’essere grandi non è sempre e solo una questione anagrafica.
Matteo Scheda - Khorakhané
28/07/2009
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