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Scajola si presenta con Gabriele Piccardo al corso di formazione politica. Bordate contro la Lega

Gabriele Piccardo e Claudio Scajola
‘Mi sembra vergognoso che possano essere accettati un ateo, un laico o chiunque altro, ma non chi professa un’altra religione in maniera corretta, leale e comportandosi bene’. Lo ha dichiarato, in serata, il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a Imperia, a margine della lezione conclusiva del Corso di Formazione Politica del Pdl, dove, a gran sorpresa, e’ giunto in auto accompagnato dall'imperiese, Gabriele Piccardo, 25 anni, di fede musulmanna.
Su pressing della Legga, il giovane, col soprannome di ‘Jibril’, presso la moschea di Imperia e figlio di Hamza Piccardo, l’ex segretario dell’Unione della Comunita’ Islamiche in Italia, ha rinunciato, giovedi’ scorso, alla candidatura nella lista civica ‘Imperia va avanti’, che appoggia la candidatura a sindaco di Paolo Strescino (Pdl).
‘Ero rimasto turbato dal fatto che si potesse pensare o credere – ha aggiunto Scajola - che si possano mettere delle preclusioni verso le persone. Preclusioni, caso mai, motivate da rapporti familiari, da una non condivisione dei rapporti con i padri e con i nonni, il che mi sembra una cosa vergognosa. Questo non e’ tollerabile da nessuna parte e, certamente, faccio di tutto perche’ non lo sia anche nella mia citta’’.
Sul corso di formazione politica ha affermato Scajola:
"E’ un incontro con i giovani, soprattutto della mia citta’, del mio territorio, ai quali cercare di far comprendere come il fare politica e’ una cosa importante della vita, ma bisogna farla come modo di esprimere se stessi per realizzare un progetto. Troppo spesso siamo abituati, e la storia ce lo insegna anche nel nostro Paese, che e’ poco avvezzo a una storia partecipata, da quando e’ nato fino ad oggi, che il progetto viene prima di ogni cosa, non l’occupazione di un posto fine a se stesso. Devo dire che mi pare che in questa citta’ ci sia una buona percezione che fare attivita’ pubblica significa fare servizio per gli altri".
"Dobbiamo sempre tenere molto attento lo sguardo per evitare che possa diventare invece un’abitudine di gestione, non un desiderio di cambiamento ogni volta. Quando si governa a qualunque livello, l’obiettivo dev’essere: oggi cosa posso fare per migliorare e semplificare la vita degli altri. Troppo spesso invece siamo dominati dagli eventi e portiamo avanti le cose in automatico, senza pensare a fare qualcosa che cambi".
In merito ai giovani e alle alleanze in politica, Scajola afferma: "Direi che da quando c’e’ Berlusconi questo problema e’ diventato molto inferiore, minimale. Non ci sono piu’ governi fatti in nome di somma di partiti. Ormai gli elettori, pur essendoci di fatto le stesse regole di sempre, scelgono il leader e chi governare. Dipende dalla capacita’ del leader di essere seguito e di avere la forza per realizzare il progetto… Ricordo la mia esperienza di sindaco: dovevo occupare meta’ del tempo ad evitare che cadesse la maggioranza e i governi in Italia duravano un anno. Ora anche c’e’ il problema di mettere sempre d’accordo tutti, ma e’ molto inferiore il tempo che ci si deve dedicare".
di Fabrizio Tenerelli
09/05/2009
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