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Martedì 09 Febbraio 2010 | Ultimo aggiornamento 08:08

Alle 22.30 a Imperia

OPERAIO MUORE TRAVOLTO DA UNA CENTINA NEL CANTIERE PER IL RADDOPPIO DELLA FERROVIA (RICOSTRUZIONE)

Imperia - L'infortunio e' avvenuto, poco prima delle 22, ma l'operaio e' spirato circa un'ora dopo, al termine di ripetuti tentativi di rianimarlo. Sul posto sono intervenuti i medici del 118, i vigili del fuoco e gli agenti della locale Questura.

Il luogo dove e' accaduto il terribile incidente

Un operaio di 41 anni, Bortolo Strambini, originario di Sondrio e impiegato della ditta Cossi (Associazione temporanea di imprese, assieme alla Ferrovial) e' morto, intorno alle 22.30, travolto da una centina, mentre stava lavorando all'interno del cantiere per il raddoppio della ferrovia, nel tratto tra Santo Stefano al mare e Andora, in via Ballestra, a Imperia Porto Maurizio.

La disgrazia si e' consumata, intorno alle 21.45, ma l'operaio e' spirato, circa un'ora dopo i ripetuti tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118 che sono giunti sul posto con i vigili del fuoco e gli agenti del commissariato di Imperia. La vittima, che il prossimo 16 luglio avrebbe compiuto 42 anni, era appena montato di turno.

Secondo una prima ricostruzione, sembra gli operai (tra questi anche la vittima) avessero utilizzato il braccio di un escavatore come gru per sollevare la centina - che serviva per creare la volta della galleria - quando quest'ultima ha, improvvisamente, iniziato ad oscillare, cedendo di botto e colpendo con violenza l'operaio al torace che e' stato ferito a morte. Sul caso ha aperto un'inchiesta il pubblico ministero Filippo Maffeo che domani sequestrera' tutte le apparecchiature oggetto del tragico infortunio.

Sembra che non fosse la prima volta che gli operai utilizzavano questo stratagemma, comune (a quanto pare nel mondo dell'edilizia) ma assai pericoloso. La Procura di Imperia dovra' accertare, anche attraverso il referto del medico legale inviato dal 118, la precisa dinamica dell'accaduto ed e' probabile che non disponga neppure l'autopsia.

Determinanti, comunque, saranno anche le testimonianze degli altri operai che non solo saranno chiamati a raccontare quanto accaduto, ma anche a spiegare con quali modalita' erano costretti a lavorare nel cantiere. Se davvero venisse confermata l'ipotesi del braccio dell'escavatore utilizzato come gru, ci troveremo di fronte a un'ipotesi tanto banale, quanto assurda da concepire. 

'Siamo stufi di avere sempre morti sul lavoro - afferma Costanza Florimonte, segretario provinciale imperiese della Fillea Cgil (il sindacato edili) e sono convinta che prima di dire di chi sono le responsabilita', la magistratura deve accertare le cause. Il dato di fatto e' che non si puo' perdere la vita a 42 anni'.

di Fabrizio Tenerelli

10/06/2008


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