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Intervento della Forestale
Trovato serpente corallo di 30cm per strada a Ventimiglia. Quelli velenosi uccidono in pochi istanti
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Un serpente corallo
Un serpente corallo di 30 centimetri di lunghezza e' stato recuperato, ieri, per strada, dagli uomini del Corpo Forestale, all'incrocio tra via Roma e via Giovanni XIII, a Ventimiglia. Il rettile e' stato messo in sicurezza all'interno di un apposito contenitore e inviato al centro di recupero di Marina di Massa. Accertamenti sono in corso per stabilire se e' velenoso. Esistono, infatti, due tipi di serpenti corallo: velenosi e non. 'Il morso dei primi - spiega la forestale - e' in grado di uccidere in pochi istanti'. Il rinvenimento tra l'altro e' avvenuto nelle vicinanze delle scuole, con molti studenti che hanno assistito alle fasi di recupero del rettile.
Cos'è il serpente "corallo" (fonte Wikipedia)
Di dimensioni relativamente ridotte, che non superano i 120 cm di lunghezza, il serpente corallo comune (Micrurus fulvius) è diffuso tra le regioni sudorientali degli Stati Uniti e il nord-est del Messico.
Predilige le zone boscose relativamente asciutte e pietrose, sebbene se ne incontrino esemplari anche in prossimità di zone umide o paludose.
A differenza di molte altre specie di ofidi, il serpente corallo comune presenta una colorazione aposematica molto vistosa, nella quale spiccano i colori giallo, rosso e nero distribuiti in anelli di spessore variabile lungo tutto il corpo, dalla testa fino all'estremità della coda. La sequenza cromatica è molto importante per il riconoscimento della specie, in quanto esistono altri serpenti non velenosi, come Anilius scytale, che imitano i colori del serpente corallo come strategia difensiva (mimetismo batesiano).
Nonostante le sue dimensioni, questo elapide è un grande predatore, attivo soprattutto di giorno. Tra le sue prede preferite si annoverano altri serpenti, compresi quelli della propria specie, lucertole, uccelli, anfibi, pesci e anche insetti, che ne costituiscono la principale fonte di nutrimento nelle prime fasi di vita, quando le dimensioni troppo ridotte gli impediscono di catturare prede più grosse. Il serpente corallo comune uccide le vittime inoculando il proprio potente veleno, dall'effetto neurotossico, tramite gli affilati denti anteriori (è infatti un ofide proteroglifo). La morte sopraggiunge nel giro di pochi minuti a causa di un blocco neuromuscolare.
Il serpente corallo predilige la vita solitaria, ma modifica questa abitudine nella stagione dell'accoppiamento, in primavera. La coppia si separa subito dopo che la femmina è stata fecondata, in quanto il maschio, di dimensioni generalmente inferiori, potrebbe essere divorato dalla compagna in caso rimanesse nelle vicinanze troppo a lungo. Cinque settimane più tardi, la femmina depone le uova, in numero variabile da 5 a 7, che si schiuderanno nel giro di circa due mesi. I piccoli si disperdono immediatamente nel territorio ma, sebbene siano già in grado di inoculare il veleno, sono molto vulnerabili e facili vittime dei predatori.
Le femmine raggiungono la maturità sessuale verso i due anni, quando misurano circa 55 cm, mentre i maschi sono più precoci e la raggiungono tra il primo e il secondo anno di vita, a una lunghezza non superiore ai 45 cm.
di Fabrizio Tenerelli
30/05/2008






















