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Internet e Minori
Un articolo di Microsoft sottolinea la necessità di valutare il problema della sicurezza in rete
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Da una recente indagine "ICT e famiglie" pubblicata del 2007 dall'ISTAT su un campione di 19 mila nuclei familiari, emergono dati importanti sul rapporto tra tecnologia e società.
La percentuale di famiglie con un minore a carico che possiede una connessione a banda larga è cresciuta di 13 punti percentuali rispetto al 2006, così come si registra l'aumento di 8 punti dei bambini tra gli 11 e i 14 anni che navigano in Internet (per un totale del 56%). Le persone, invece, con più di 44 anni che usano Internet sono solo il 39%, quota che si abbassa fino al 29% per coloro che hanno un'età compresa fra 44 e 55 e addirittura fino al 26% se si prendono in considerazione le persone fino a 59 anni.
A fronte di questi dati, si possono evincere almeno due importanti considerazioni: la prima è che il "digital divide" tra le generazioni potrebbe provocare delle lacune educative; la seconda, e più importante, riguarda la diffusione crescente della banda larga che pone seri interrogativi sulle modalità di selezione dei contenuti che possono arrivare agli adolescenti e ai bambini in qualsiasi formato oggi esistente.
Il progetto di Microsoft SicuramenteWeb per un mondo digitale migliore si inserisce proprio in questo contesto, con l'obiettivo di sostenere e promuovere iniziative che abbiano un impatto concreto in termini di sicurezza per i minori e che contribuiscano a diffondere la cultura della protezione e della sicurezza online.
SicuramenteWeb è un progetto di responsabilità sociale attraverso il quale Microsoft da il suo contributo alla società, collaborando con le istituzioni, le forze dell'ordine e le associazioni che operano sul territorio italiano. Il programma fornisce alle famiglie, e in particolar modo ai genitori, strumenti utili a proteggere i propri figli dalle minacce del Web.
Tutti noi siamo consapevoli che il ruolo degli educatori è insostituibile e che ogni famiglia può avere esigenze diverse. Per questo Microsoft ha sviluppato strumenti fondati sui principi della scelta e della flessibilità, che aiutino i genitori a proteggere i bambini dalle interazioni non volute con sconosciuti e dai contenuti potenzialmente dannosi o inadeguati fruibili attraverso i canali da loro utilizzati. Un valido esempio a riguardo è il "Family safety", strumento di controllo della navigazione incluso nel nuovo sistema operativo Windows Vista e disponibile gratuitamente per Windows XP.
Un' importante sfida che oggi ci si trova ad affrontare è quella della classificazione dei contenuti (audio, immagini, foto, testi e video ). I contenuti presenti sulla Rete possono essere di tipo commerciale oppure di tipo "user generated content", vale a dire contenuti liberamente prodotti e pubblicati dagli utenti, anche anonimi, su Internet. Mentre i contenuti commerciali possono essere associati a standard universalmente riconosciuti, gli utenti individuali solitamente non sono incentivati a classificare il contenuto da loro generato con la stessa attenzione.
I servizi che offrono "user generated content" dovrebbero perciò offrire un sistema robusto di autoclassificazione dei contenuti, supportato da sistemi che ne possano verificare l'accuratezza. Inoltre, bisognerebbe applicare tecnologie di filtraggio prima della pubblicazione, oltre agli strumenti di reporting della community che dovrebbero garantirne il controllo dopo la pubblicazione.
Importante è anche considerare la differenza tra il processo di classificazione e quello di valutazione dei contenuti. La classificazione è un processo dichiarativo, oggettivo e univoco che non implica una descrizione del contenuto: individua un video come violento o meno in base alle scene contenute. La valutazione del contenuto presuppone invece un giudizio valoriale che può sfociare, ad esempio, in una valutazione di inadeguatezza per i ragazzi di età inferiore ai 13 anni. La valutazione è quindi la manifestazione di un sistema di valori basato sulla classificazione dei contenuti.
È per questo che riteniamo importante che le famiglie possano contare su un sistema affidabile di classificazione e su enti o referenti di fiducia per la valutazione (come la PEGI, Pan European Game Information) che permettano loro di selezionare i contenuti e, grazie a strumenti come il Family Safety, filtrare quelli non desiderati.
di Laura Bissolotti
26/03/2008
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