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Sanremo, in consiglio Lega e Liguria Popolare sollevano nuovamente il caso Rivieracqua foto

Ventimiglia e Tommasini chiedono chiarimenti sui valori di stima di Amat e sull'ipotesi della gara per l'ingresso del socio privato

Sanremo. Lo ha definito un “giallo” il capogruppo della Lega Daniele Ventimiglia, la lettera che Ireti (partecipata del gruppo Iren) ha inviato, a fine aprile scorso, ad Amaie e Aiga, nella quale verrebbe delineata una proposta, da realizzarsi in partnership con le due società pubbliche rispettivamente delle città di Sanremo e Ventimiglia, per l’acquisizione della quota che Rivieracqua dovrebbe cedere sul mercato tramite gara pubblica, così come deciso dalle ultime assemblee dei sindaci dell’ambito idrico imperiese.

A sollevare il caso è stato l’esponente del Carroccio che, nel consiglio comunale monotematico di questa sera, ha esordito sventolando il documento in videoconferenza di fronte ai suoi colleghi, chiedendo come mai gli amministratori comunali non ne fossero stati messi a conoscenza. Per il consigliere: «Dalla lettera si evince una proposta ben strutturata per far entrare Ireti, leggasi Iren, quale futuro socio privato, quando invece dovremmo tutelare il principio dell’acqua pubblica». Il sindaco Biancheri ha così replicato sulla missiva scoperta dal collega leghista: «Me ne assumo la responsabilità, lo sapevo solo io. L’ho trovata inopportuna: quella lettera l’abbiamo presa e messa in un cassetto. Stiamo lavorando in maniera trasparente con gli altri sindaci per salvare Rivieracqua, non ci interessano alternative».

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Oggetto del contendere della discussione tenutasi questa sera in un consiglio incentrato sulla situazione del servizio idrico, chiesto dalle opposizioni, è stata anche la valutazione data agli asset di Amat (società partecipata dal Comune di Imperia) che dovrebbero essere ceduti a Rivieracqua al fine di permettere a quest’ultima di completare la costituzione del gestore unico e così addivenire alla tariffa unica provinciale.

Questo di Amat è un tema portato al centro dell’assise dal capogruppo di Liguria Popolare Sergio Tommasini«Il valore di 23 milioni per beni e servizio di Amat deve essere contestato: secondo noi, se si applicasse un metodo di calcolo ancorato ai valori di mercato, essa varrebbe zero. Il Comune di Sanremo non deve fare l’errore di abdicare all’ipotesi del socio privato. La politica dovrebbe dimostrare le sue capacità di gestione, affidandosi a tecnici esperti della materia». Rincara la dose Ventimiglia: «Se fosse così, il piano concordatario dovrebbe essere rivisto scongiurando l’ingresso del privato e far in modo che tutto l’introito tecnico amministrativo, i dipendenti, l’indotto, rimangano sul territorio e non corrano il rischio di trasferirsi altrove». Di diverso avviso invece il primo cittadino«Il privato in Rivieracqua è necessario se vogliamo avere la forza di fare centinaia di milioni di euro di investimenti, rafforzare il patrimonio e la struttura della società. Procederemo, per tutelare la nostra Amaie, con l’affitto del ramo d’azienda prima di cedere il ramo idrico definitivamente a concordato approvato».

Al consigliere Tommasini ha replicato il presidente del Cda di Rivieracqua Gian Albero Mangiante, ospite dell’assise: «La stima fatta di Amat è sempre stata da noi contestata. Di concerto con il commissario della Provincia Gaia Checcucci stiamo, a tal proposito, rideterminando questo valore, dal quale devono essere dedotti i due milioni stimati per la sede di Amat e i 7 dei mutui residui».

Durante la prima ora delle interpellanze, interrogazioni e ordini del giorno, sono state approvate due proposte di Liguria Popolare: l’una volta a tutelare l’installazione del palco in piazza Colombo nelle prossime edizioni del Festival e un’altro che impegna la giunta comunale a garantire l’acquisto di fiori provenienti prevalentemente da Sanremo tra quelli inviati per la scenografia della cerimonia dei premi Nobel. Non è passata, invece, la mozione, sempre proposta dei popolari e sostenuta da FdI e Lega (Forza Italia si è astenuta), per la revoca dell’onorificenza al merito della Repubblica conferita decenni or sono al maresciallo Tito.

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(Le condizioni del Roja-bis denunciate dal consigliere Tommasini)

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