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Morto Giglio il decano dei giornalisti imperiesi, il ricordo di Bianchi e Varaldo

La sua era la tessera più "antica" tra i professionisti

Imperia. La città e il mondo dell’informazione piangono Luigi Giglio decano dei giornalisti imperiesi che si è spento a 96 anni ad Aosta dove si  era ritirato in una casa di riposo. La sua era la tessera di professionista più “antica” tra i colleghi in città.

Di seguito i ricordi di Franco Bianchi che ne raccoglie il testimone e di Emilio Varaldo, ex presidente del Consiglio comunale.

E’ morto Luigi Giglio. Ai più giovani questo nome non dirà molto, ma tanti imperiesi lo ricorderanno certamente: era il decano di noi giornalisti. Avrebbe compiuto 97 anni tra due settimane. Per decenni corrispondente della Gazzetta del Popolo e della Rai, nella sua redazione sono passati alcuni tra i giornalisti imperiesi più noti. Scrisse cronache sui fatti più importanti degli anni ’60, ’70 e ’80 con uno stile essenziale, sempre attento e documentato. Poi si occupò dell’ufficio stampa dell’Autofiori. Era una delle memorie storiche della città. La morte lo ha ghermito ad Aosta, dove negli ultimi tempi si era ritirato per essere più vicino al nipote e alle montagne che amava. Franco Bianchi.

Decano dei giornalisti liguri, é stato negli anni 60 e 70 a capo della redazione della Gazzetta del Popolo (in cui si sono formati molti giovani leve del nostro giornalismo). In allora era il quotidiano più letto nel Ponente ligure, grazie alla capacità di Giglio (compagno di scuola al De Amicis di Luciano Berio, Germano Lombardi, Nanni Ardoino, Adriano Amoretti, Jacopo Varaldo, Neri Valcado) di spaziare dalla cronaca nera (“bruciò” sul tempo nel 64 i corrispondenti delle maggiori testate italiane, comunicando al telegiornale della Rai il verdetto del “delitto del bitter”, due minuti dopo la lettura del dispositivo della sentenza della Corte di Assise di Imperia, usando il telefono di un amico, nella casa vicina al Palazzo di Giustizia) alla economia, dalla politica, alla cultura. Ciò in modo mai banale e superficiale, mettendo a frutto le sue conoscenze ed aggiornandosi continuamente, cosa che ha fatto fino agli ultimi giorni di vita. È stato la vera memoria storica della nostra realtà dal dopo guerra alla crisi industriale degli anni ’80, anche come corrispondente da Imperia del notiziario radiofonico della RAI liguria. Sempre pronto ad appoggiare, con coraggio e senza sconti, le battaglie a difesa del nostro olio di oliva, della portualità, del patrimonio paesaggistico imperiese. È stato anche responsabile fino ad un decennio fa dell’ ufficio stampa della Autostrada dei Fiori, collaboratore della rivista “La Casana” di Banca Carige, della rivista della Camera di Commercio e redattore, con Jacopo Varaldo, de “La Vuxe” della Cumpagnia de l’Urivu Quest’ultima, in occasione dei suoi 90 anni, gli ha dedicato una pianta di ulivo nell’ Oliveto Sperimentale di Garbella a perenne ricordo della importanza della sua lunga attività professionale. Ha onorato il giornalismo ligure fino all’ultimo, pubblicando con il fotografo Angelo Moraglia (Edizioni del Circolo Parasio, 2013) il libro didascalico “Imperia 50 anni fa”. S’è spento questa notte ad Aosta, accudito con affetto dai nipoti, fra le montagne che, con il mare, sono state le sue autentiche passioni. Tra pochi giorni avrebbe compiuto 97 anni. Emilio Varaldo

Alla famiglia le più sentite condoglianze dai colleghi della redazione di Riviera24.

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