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Riviera Trasporti, si aprono le porte della cassa integrazione. Giordano: “Vanificati gli sforzi per riequilibrare il bilancio”

All'orizzonte nuove tagli alle corse da e per l'entroterra

Sanremo. Si apriranno domani, al ricominciare della settimana, le porte della cassa integrazione per i dipendenti della Riviera Trasporti, la società di proprietà di Provincia, Comune di Sanremo e altri piccoli enti locali, che vive da un mese a questa parte una situazione complicatissima sotto il punto di vista dei conti, duramente colpiti dal calo degli utenti, costretti, in larga maggioranza, a rimanere a casa per via delle misure di contenimento dovute all’emergenza coronavirus.

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Una situazione che soli pochi giorni fa il sindaco Alberto Biancheri – principale socio insieme alla provincia di Rt – aveva definito: “Drammatica”. Allo stato dell’arte, la società del trasporto pubblico locale si trova a fronteggiare perdite mensili stimate nell’ordine di 600 mila euro, in larga parte dovute alle mancate bigliettazioni.

Uno scenario che non lascia molti margini al Cda guidato dal presidente Riccardo Giordano. Contattato telefonicamente, egli conferma l’avvio della procedura per l’accesso al fondo statale della Cig. «Domani inizieremo a contattare le parti sociali per discutere di questa possibilità, spiega Giordano. Valuteremo prima, però, un nuovo ridimensionamento dei collegamenti, in particolare con l’entroterra, per cercare di alleggerire ulteriormente l’impatto sui costi. Il rammarico forte è che l’emergenza sta vanificando gli sforzi che ci avevano appena portato a una sorta di pareggio di bilancio, grazie alle alienazioni programmate dei depositi di San Martino e di Ventimiglia».

All’orizzonte dei vertici Rt, come spiegato da Giordano, c’è un’ulteriore revisione del numero delle corse giornaliere, già ridotte sia sulla linea costiera che da e per l’entroterra. Dall’inizio della “crisi”, Rt aveva allungato i tempi tra una corsa e l’altra, portando le attese da venti minuti a un’ora. Prima di accedere alla Cig, si dovrebbe procedere con altri tagli alle partenze per l’entroterra, quelle che più incidono sul computo delle spese.

L’accesso alla cassa integrazione dovrà essere preceduto da un’attenta analisi delle esigenze della società, nella quale dovrà essere individuato il personale minimo utile a garantire il servizio, questo eventualmente ridimensionato. A rotazione, esattamente come già accade per le aziende del trasporto pubblico locale del genovese, una parte del dipendenti sarà attiva in servizio, mentre per quelli “rimasti temporaneamente a casa” scatterà un assegno che in media copre l’80% dello stipendio. Non è escluso – nonostante le difficoltà che attanagliano l’azienda provinciale – che Rt possa trovare risorse per integrare quel 20% che altrimenti i lavoratori perderebbero.

«Siamo appesi alle decisioni del governo – continua il presidente Giordano. C’è stata recentemente una riunione della conferenza Stato-Regioni dove si è parlato del tpl e, a quanto pare, un impegno a compensare i mancati introiti alle aziende locali è stato strappato. Non c’è niente di ufficiale. Se per caso non arrivasse niente dallo Stato per compensare i mancati ricavi, rimarrebbero in piedi due ipotesi: o i soci ricostituiscono il capitale sociale oppure si fallisce. Abbiamo le forze per reggere un mese – conclude -, riuscire ad andare avanti per più tempo sarebbe molto difficile»

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