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«Coronavirus, l’Italia deve riaprire», le dichiarazioni dei coordinatori imperiesi di Italia Viva

«La politica deve offrire una visione, non rincorrere gli eventi»

Imperia. «L’emergenza dovuta a questa epidemia non si estinguerà in tempi brevi e questo non può che comportare una visione di lungo periodo per affrontare tutte le problematiche del caso: da quelle sanitarie, ovviamente, a quelle economiche e sociali; ma deve essere chiaro che non c’è una fase uno per l’emergenza sanitaria e una fase due per l’economia, esse vanno affrontate insieme, occorre ragionare su come riaprire, con le dovute cautele, le filiere essenziali, ai lavoratori deve essere consentito lavorare con protocolli di sicurezza, mascherine, distanze ed ogni altra precauzione». Lo dichiarano i coordinatori provinciali di Italia Viva, Patrizia Acquista e Valerio Ferrari, sulla scia di quanto detto dal loro leader nazionale, ed ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

«La burocrazia non può bloccare la vita delle persone, anche l’accesso al credito deve essere semplificato, lo Stato dia garanzia alle banche e le banche diano liquidità alle aziende ed alle famiglie in difficoltà, ciò deve essere fatto con un semplice modulo di richiesta sulla base del fatturato dell’anno prima. Fondamentale è il ruolo della BCE, in qualità di garante e supervisore del sistema bancario – aggiungono -. Per quanto riguarda la floricoltura, abbiamo visto un primo allentamento del blocco, consentendo la produzione, il trasporto e la commercializzazione, questo non è ancora sufficiente perché il nostro mercato non è solo interno ma in larga parte europeo».

E ancora: «Nella nostra provincia si pone centrale, inoltre, la questione dei transiti frontalieri, dei lavoratori innanzitutto, così come dei commerci, per questo la risposta a questa crisi deve essere europea. Mario Draghi ha indicato un percorso che può essere seguito, abbiamo bisogno di un’Europa vera non di nazionalismo economico: frontiere chiuse significa non avere più turisti e non esportare più i nostri prodotti. Cogliamo con favore lo stanziamento di 400 milioni ai comuni che, tramite i servizi sociali ed il terzo settore, sono impegnati a dare assistenza ai cittadini in situazione di mancato reddito con urgenti bisogni essenziali. È il momento della responsabilità e delle scelte difficili, è il momento di essere leader e non follower, di dimostrare di saper gestire questa fase e consentire che la vita riprenda. La politica deve offrire una visione, non rincorrere gli eventi».

 

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