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Itticoltura, Saluzzo: «Imperia non può permettersi di addormentarsi al sole della Galeazza»

Dibattito tra amministrazione e ambientalisti guidati dall'attrice Livia Carli

Imperia. Il consigliere Roberto Saluzzo (Imperia di tutti) prende posizione sul caso itticoltura alla Galeazza.

«Assistiamo in questi giorni ad un accorato dibattito con annesse sollevazioni social popolari sul caso dell’allevamento di branzini che dovrebbe nascere un chilometro al largo della cd Galeazza. Lo diciamo subito, non conosciamo la vicenda. La valuteremo attentamente impegnandoci ad affrontarla in commissione e in consiglio dove oggi sediamo all’opposizione. La questione va affrontata con serietà e in modo documentato tenendo conto dell’effettiva tipologia dell’allevamento, dell’eventuale impatto ecologico, ma anche delle ricadute che esso implica per l’economia del mare nel suo complesso. Tenendo altresì conto di come possa inserirsi positivamente nel sistema città.

Oggi ci sembrano però doverose alcune brevi considerazioni. Imperia è una città dove in molti, in troppi, han dormito per anni, assistendo all’inarrestabile decadenza di tutti i settori vitali dell’economia, alle fantasmagoriche prospettive del porto più bello del mondo, alla chiusura del più antico pastificio d’Italia.

Imperia è una città che parla di turismo ogni giorno ma dove in molti, dormendo, non si accorgono cosa si regala a chi ci arriva, forse per sbaglio, vista la  modesta capacità ricettiva.

Biglietti da visita quali la ex Italcementi e la ex Sairo. Manufatti giacenti nell’abbandono da mezzo secolo che ricordano ambienti alla Blade runner, ai quali temiamo si aggiunga presto l’ex fabbrica Agnesi, immenso e vuoto cubo già privo di vita da alcuni anni. Auspichiamo quindi che i “risvegli” di molti da lunghi sonni letargici in occasione del temuto scempio di uno scoglio che anche noi amiamo da buoni imperiesi, siano permanenti e definitivi anziché costituire la mera e fugace illusione del buon De Niro nell’omonimo film. Troppe e decisive le sfide da affrontare in città, oggi e in futuro, per permettersi di riaddormentarsi sia pur allo splendido sole dell’intonsa spiaggia della Galeazza».

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