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Itticoltura alla Galeazza, l’ex vicesindaco: «Maggioranza consapevole e d’accordo ma lo ha nascosto alla città» foto

Guido Abbo bolla come «pagliacciata» la conferenza di servizi convocata per oggi

Imperia. «È un fatto  gravissimo che l’amministrazione abbia valutato positivamente l’iniziativa di Aqua Srl dell’installazione di vasche di itticoltura  di fronte alla Galeazza e ne abbia  accompagnato il percorso in modo collaborativo senza  che sia stata data alcuna comunicazione alla città». A sostenerlo è il gruppo consiliare Imperia al Centro presieduto dall’ex vicesindaco Guido Abbo.

Si surriscalda, dunque, il clima sul progetto a poche ore dal tavolo di confronto convocato dal sindaco Claudio Scajola alle 10.30, al quale sono invitati tutti gli Enti interessati, ma non la società proponente, né tantomeno il Comitato del No nato dall’iniziativa dell’attrice Livia Carli e che Imperia al Centro bolla come una «pagliacciata». «Si, una pagliacciata – sottolinea l’ex vicesindaco –  Scajola ha convocato gli Enti competenti, gli stessi dai quali nei mesi scorsi si è già fatto dare l’autorizzazione a procedere, per poter camuffare ancora una volta la realtà, cercando di nascondere la propria decisione dietro adempimenti burocratici altrui».

«Dalle carte emerge che l’amministrazione in carica -spiega Abbo –  sta lavorando sul progetto dell’allevamento ittico almeno dal 29 aprile di un anno fa, quando ha ricevuto un’istanza di modifica della concessione originaria. Da tale data, si è profusa nella richiesta di pareri e autorizzazioni ai vari Enti competenti, Capitaneria, Demanio, Regione Liguria, evidenziando che il nuovo progetto, pur diverso rispetto a quello originario del 2008, non apporterebbe sostanziali modifiche e chiedendo pertanto la conferma dei pareri precedentemente espressi. Si evidenzia  che il nuovo progetto, pur diverso rispetto a quello del 2008, non apporterebbe sostanziali modifiche e chiedendo pertanto la conferma dei pareri precedentemente espressi. Inoltre, posto che la concessione ha una durata di 15 anni dal 2008, non crediamo che la società Aqua Srl sia disposta a fare un investimento da 3 milioni di euro sulla base di una concessione con una durata residua di soli 3 anni considerando che l’allevamento richiede anni per andare a regime».

«Appare evidente quindi  -prosegue Guido Abbo – che, nei contatti intercorsi fra l’Amministrazione e la società stessa, sia stata espressa la volontà politica di concedere una proroga a scadenza. Ridicolo che, una volta colti sul fatto, i nostri amministratori non abbiano avuto il coraggio, nemmeno a posteriori, di motivare la propria scelta, spiegando quali garanzie siano state richieste alla società concessionaria, evidenziando gli aspetti positivi che li hanno convinti e le cautele adottate per ridurre al minimo quelli negativi,  invece far passare il tutto come “colpa di quelli di prima”.  Dai documenti esaminati risulta vero che nell’anno 2018, ancora vigente l’amministrazione Capacci, il dirigente del settore abbia firmato il subingresso di Aqua Srl alla precedente concessionaria Aquarius Scrl.  Ma tale subingresso, senza alcuna modifica nella concessione, è un atto dovuto a seguito della cessione di attività dall’una all’altra società, senza alcuna discrezionalità tecnica e senza alcun intervento politico».

«La questione è molto semplice,  se l’amministrazione è d’accordo con l’allevamento ittico, lo dica e lo spieghi alla città. In caso contrario, è sufficiente un atto di indirizzo politico che esprima la volontà di non procedere al rinnovo nel 2023, e la società Aqua si farà da parte volontariamente. Per governare in modo trasparente bisogna prima informare i cittadini, ascoltarli e poi decidere, assumendosi la responsabilità politica delle proprie decisioni. L’amministrazione Scajola invece, ancora una volta, ha prima deciso, cercando di mettere i cittadini davanti al fatto compiuto, e poi ha cercato di mistificare la realtà, arrampicandosi sugli specchi per dare la colpa ad altri», conclude l’ex vicesindaco.

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