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Export, Coldiretti: «Fermare embargo russo per agevolare le esportazioni delle eccellenze “Made in Liguria”»

«Le imprese liguri hanno sempre guardato con interesse al mercato russo, tuttavia le difficoltà di commercio ne hanno ridotto le esportazioni del 50% nell’ultimo anno rispetto al precedente. È importante che si riprenda la via del dialogo»

Genova. «Importante riaprire la via del dialogo con il gigante Euroasiatico per fermare l’embargo alle spedizioni, che ha colpito un’importante lista di prodotti agroalimentari, per una perdita, a livello nazionale, di circa 1,2 miliardi negli ultimi cinque anni e mezzo e, per far in modo che, anche le eccellenze liguri, possano affermarsi su questo interessante mercato».

Commenta così Coldiretti Liguria l’analisi di Coldiretti divulgata in occasione della visita dei ministri degli Esteri e della Difesa russi Sergei Lavrov e Sergei Shoigu in Italia, dopo l’allarme lanciato sui rischi di recessione provocato dall’epidemia coronavirus sull’economia mondiale evidenziato dal Fondo Monetario internazionale (FMI).

L’agroalimentare italiano è l’unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni dei prodotti presenti nella lista nera, dalla frutta alla verdura, dai formaggi ai salumi, dalla carne al pesce. Al danno diretto delle mancate esportazioni in Russia si aggiunge la beffa della diffusione su questo importante mercato di prodotti d’imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy realizzati in Russia o nei Paesi non colpiti dall’embargo.

«Le limitazioni imposte ai commerci – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – sono un costo insostenibile per il nostro Paese, e troppo spesso il settore agroalimentare si trova ad essere merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta, soprattutto alla luce delle tensioni legate alla Brexit, ai dazi americani e agli effetti negativi su economia ed occupazione provocati dall’emergenza coronavirus.

Le imprese liguri hanno sempre guardato con interesse al mercato russo, tuttavia le difficoltà di commercio ne hanno ridotto le esportazioni del 50% nell’ultimo anno rispetto al precedente, rotta che sarebbe sicuramente invertita se si eliminassero le limitazioni in vigore. È importante quindi, anche per la nostra regione, che si riprenda la via del dialogo sussistendo le condizioni politiche ed economiche per rivedere l’embargo deciso dal presidente Vladimir Putin nel 2014 e più volte rinnovato come ritorsione alla decisione dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina.

I legami liguri con la Russia non riguardano inoltre solo il commercio, essendo che la riviera di ponente è stata, fin dall’800, meta di artisti e personaggi di spicco sovietici, con la città di Sanremo, che diventò la ‘capitale’ della comunità russa in riviera. È importante quindi non perdere quel ponte culturale, economico e turistico che può, anche oggi, rappresentare una risorsa e un vanto importante per la nostra regione».

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