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Ventimiglia, flash mob delle ‘Sardine’. Don Paolo Farinella: «Siete una svolta per l’Italia» fotogallery

Il parroco: «Senza una legge elettorale democratica, tutti voi e io, siamo per dirla liturgicamente fottuti»

Ventimiglia. Centoventi persone si sono riunite in serata in via Hanbury a Ventimiglia per partecipare al ‘flash mob’ organizzato dalle ‘Sardine‘, il movimento di attivismo politico nato dalla protesta di chi non si riconosce nell’attuale politica dei partiti tradizionali.

Flash Mob sardine a Ventimiglia

L’evento è iniziato con la testimonianza diretta di una donna, madre ed artista, vittima della violenza del suo ex compagno. La donna ha raccontato, non senza fatica, la sua storia: dall’inizio della relazione con l’uomo fino al momento in cui, dopo averlo lasciato, questo l’ha presa a pugni, ferendola in modo grave, al termine di una gita in moto sul Capo Berta, tra Imperia e Diano Marina. A salvare la donna è stato l’intervento di un automobilista, che avendo assistito alla violenza, si è fermato, mettendo in fuga l’aggressore e accompagnandola in ospedale.

Si è parlato poi di Silvia Romano, la giovane volontaria rapita il 20 novembre del 2018 nel villaggio di Chakama in Kenya. A lei, le ‘Sardine’ hanno dedicato una canzone. L’intervento clou della manifestazione è stato quello del prete genovese don Paolo Farinella, 72 anni, studioso della Bibbia, noto per le sue posizioni ‘scomode’ e per l’appoggio al movimento delle Sardine. «Sono venuto qui per onorare le sardine di Ventimiglia, come ho onorato quelle di Genova e idealmente anche quelle di Bologna, Roma, Cagliari, Bergamo e delle altre città – ha detto – Siamo qui perché crediamo che le sardine non sono un fungo fuori stagione ma una svolta per l’Italia e per il mondo se sappiamo ascoltare i simbolo che loro esprimono. Voi sardine avete dato una scossa alla politica prendendo possesso fisico di quelle piazze che tuti i partiti compresa la sinistra storica hanno abbandonato da tempo, perché la gente non conta più nulla e questo dipende dalla legge elettorale che permette di avere in parlamento dei nominati e non degli eletti che vanno a sudarsi il singolo voto piazza per piazza, uno per uno. Ecco perché quella elettorale è la più importante di tutte le leggi. Senza una legge elettorale democratica, tutti voi e io, siamo per dirla liturgicamente fottuti. Una nuova società è possibile se ci siete tutti e se ci siamo tutti insieme».

«Siamo una nazione violentata – ha aggiunto il parroco, facendo riferimento alla testimonianza della donna – Non ce ne accorgiamo ma siamo feriti e sanguinanti, perché viviamo in una democrazia apparente. Sì che andiamo a votare ma è un voto aleatorio, perché non scegliamo nessuno. Anche qui a Ventimiglia, terra di frontiera, dove il confine non deve essere una barriera, i confini sono ideali e servono per essere attraversati, perché servono per distinguere le culture e le diversità ma per metterle insieme e non per separarli. Nessun muro ha mai costruito una civiltà».

E ancora: «Ho rifiutato due candidature, una al parlamento europeo e una al senato sella repubblica. Parecchi amici mi hanno detto che sono stato scemo. Ebbene, io sono scemo. Non ho rifiutato due candidature, al cardinale Bagnasco ho detto: ‘Sappia che io ho rifiutato 15mila euro sicuri al mese’, perché le due candidature erano garantite. Se avessi accettato quelle candidature avrei accettato quel sistema di essere non eletto, ma nominato e non posso accettare una realtà che combatto con tutte le mie forze».

Essendo vicina la ricorrenza della Giornata della Memoria (27 gennaio), Don Farinella ha introdotto i temi della ricorrenza, che celebra il giorno in cui vennero aperti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz e delle sue atrocità, per poi passare alla Lega, ripercorrendone velocemente la storia e scagliando veleni contro il partito: «Nel 1994 questo signore (Bossi, ndr) si alleò con Berlusconi, prendendosi il virus della corruzione, ritrovandosi oggi con decine e decine di deputati e consiglieri regionali, in giudizio per appropriazione indebita di denaro pubblico. Oggi la Lega difende interessi ignobili, privati e corruttivi e Salvini, condannato in via definitiva, deve restituire all’Italia un furto di 49 milioni. Oggi si arriva anche a santificare un pregiudicato come Craxi che fu ladro e latitante in tre gradi di giudizio; padre di un altro pregiudicato e ladro, Berlusconi, tutti e due condannati in via definitiva. All’ultimo è stato tolto con vergogna il titolo di cavaliere che il Presidente della Repubblica gli aveva consegnato per quello che aveva fatto. Ha dovuto restituire la croce di cavaliere del lavoro e il diploma che lo attestava, con atto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale».

Il flash mob si è concluso con la testimonianza di un giovane afghano, scappato dalla guerra, che ha ringraziato la città di Ventimiglia, dove ha trovato «una grande famiglia» e con un applauso per Delia Buonomo, la titolare del Bar Hobbit, divenuta famosa in tutto il mondo per il suo aiuto concreto ai migranti di passaggio a Ventimiglia. A Delia sono state affidate delle piantine per realizzare quello che è stato definito “il giardino dei giusti” all’interno di un luogo simbolo della città di confine: il suo locale. «Verrà un giorno in cui Ventimiglia verrà ricordata per questa donna – ha concluso don Paolo – Delia ha ridato dignità a Ventimiglia».

Prima di lasciare la piazza, le sardine hanno intonato ‘Bella ciao’.

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