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Furbetti del cartellino e assoluzione di Patrizia Lanzoni, Tirari di Unicef: «Felici di riaccoglierla»

Lunga lettera di sfogo della past president del comitato di Imperia

Sanremo. Furbetti, o meglio ex, del cartellino. Tra i dieci imputati assolti dal tribunale di Imperia c’è anche la dottoressa e storica attivista del comicato Unicef di Imperia Patrizia Lanzoni. E’ in sua difesa che, ora che la giustizia ha fatto il suo corso (salvo ricorsi della procura), che la past president di Unicef Colomba Tirari ha deciso di prendere carta e penna per ricordare le iniziative lodevoli condivise dal comitato imperiese insieme alla dottoressa e ex direttrice dei nidi comunali.

«Ho pensato a lungo prima di decidermi a scrivere queste righe per esternare il mio pensiero in merito alla vicenda dei “furbetti del cartellino” e la loro piena assoluzione per i dieci imputati assolti con la formula “il fatto non sussiste, spiega la past president della sezione del Ponente.

Mi sono decisa perché, quella che ora è cominciata è l’ennesima puntata di un calvario mediatico indecoroso e profondamente ingiusto. Ho seguito con molta attenzione e tanta incredulità tutta la vicenda dal momento in cui ho appreso dell’arresto e della condanna ai domiciliari della dottoressa Patrizia Lanzoni, carissima amica e pilastro del Comitato Unicef di Imperia , e della sua collaboratrici Rossella Fazio, altrettanto coinvolta nelle attività per i bimbi meno fortunati.

All’incredulità accompagnata dall’assoluta fiducia nella loro innocenza, nella loro grandezza e cristallina e moralità e rispetto per la legalità e il lavoro. Orbene, rimango basita nel leggere commenti velenosi, cattivi e ingiusti espressi da individui che, sicuramente, non hanno avuto la fortuna ne’ di conoscere e neppure di lavorare con queste persone.

Per Patrizia Lanzoni e per le altre, il danno subito è stato incalcolabile. La dottoressa in particolare ha regalato al Comune di Sanremo molte ore di lavoro gratuito e agli altri Comuni vicini ha donato la sua competente professionalità. Vogliamo parlare del danno d’immagine (è stata arrestata e licenziata) e del danno patrimoniale? Anche Il Comitato Unicef ha subito un grave danno da tutta questa vicenda.

Con la dottoressa Lanzoni sono stati partoriti e realizzati innumerevoli progetti che hanno reso speciale Sanremo: “Sindaco amico dei bambini”, costituzione dei primi consigli comunali dei ragazzi, realizzazione di laboratori Pigotta (la bambola che salva la vita) , lo striscione da record dei diritti dei bambini e questi solo per citarne alcuni.

Se invece si parla di competenza culturale si ricorda come lei abbia programmato, diretto e gestito i corsi universitari di educazione allo sviluppo, la formazione di 90 docenti garanti dei diritti dei bambini e delle bambine , il percorso di scuola amica, i suoi interventi nei numerosi convegni di tutela dei minori. In cambio la dottoressa Lanzoni, e con lei gli assolti, subisce il secondo terribile processo, quello di coloro che si indignano per le assoluzioni (si potrebbe quasi parlare di “Sindrome del sopravvissuto” che subivano i reduci di guerra per, moralmente, sentirsi in colpa per non essere morti).

Ebbene personalmente quando ho saputo della fine del calvario della mia cara amica ho pianto di gioia e ho pianto per aver ritrovato la fiducia nella giustizia. Chi si scaglia contro queste assoluzioni sicuramente non conosce le persone che ne sono state coinvolte e se le conoscesse disamerebbe la mano armata di “ sasso”.

Ognuno di noi non può affermare “io di questo pane non ne mangerò” perché basta nulla per finire in un vortice infernale. Personalmente, dopo l’esperienza della dottoressa Lanzoni, ho cominciato a tener nota ogni giorno dei miei movimenti perché se è capitato a lei, può davvero succedere a tutti ed è terribile dover convincere gli altri di ciò che sei veramente e gli altri che vogliono condannarti senza appello.

Ora che Patrizia Lanzoni è di nuovo con noi sono sicura che il Comitato Unicef di Imperia potrà programmare e realizzare splendidi eventi nel nome di tutti i bambini».

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