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A quanto ammonta la provvigione di un agente immobiliare? Lo racconta Carlo Bessone

«Nessuno è obbligato a usufruire dei servizi di un’agenzia immobiliare, ma se queste persone si rendessero conto di quanto costi il fai da te in termini di tempo e di denaro, forse cambierebbero idea»

Sanremo. Carlo Bessone torna a parlare del suo campo di lavoro, il settore immobiliare, e lo fa affrontando un tema molto caro a coloro che desiderano vendere o acquistare casa: la provvigione da corrispondere all’agente immobiliare.

«Si sa che i soldi sono sempre un argomento piuttosto delicato. Molte persone hanno infatti difficoltà a considerare la provvigione un investimento e la vedono come una spesa a fondo perduto. Quindi, preferiscono evitare di rivolgersi a un professionista: pubblicizzano l’immobile sui principali social network e sperare in un intervento divino.

Decisione rispettabilissima: nessuno è obbligato a usufruire dei servizi di un’agenzia immobiliare. Ma se queste persone si rendessero conto di quanto costi il fai da te in termini di tempo e di denaro, forse cambierebbero idea, e richiederebbero una consulenza senza pensarci due volte.

Solo la consulenza di un agente immobiliare può consentire di acquistare o vendere casa con serenità, in tempi brevi e nel pieno rispetto della legge. Un professionista serio, infatti, con il tempo e l’esperienza ha fatto proprio un approccio non orientato al business. Questo significa che la passione è il motore principale della sua attività ed ha a cuore, più di qualunque altra cosa, la soddisfazione dei propri clienti.

Io, per esempio, mi sono sempre impegnato a seguire la trattativa immobiliare passo dopo passo, e ad accompagnare il cliente in tutte le fasi della compravendita, dal primo contatto, fino al rogito notarile. La provvigione non per me è un obiettivo, ma solo un giusto compenso per il mio lavoro, come previsto dalla legge che regola la mia professione, la n.39 del 03.02.1989.

Con essa, si definiscono le regole e le qualifiche necessarie per ottenere l’iscrizione alla Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari e, nello stesso tempo, si definiscono le pene previste per chi si diletta a improvvisare. Non dimentichiamoci, che questa si chiama truffa. L’agente immobiliare abusivo, dopo la seconda infrazione, rischia la reclusione da tre a sei anni, e una multa da diecimila a cinquantamila euro.

Negli ultimi anni, i controlli sono diventati molto serrati. Un professionista ha infatti il dovere di dimostrare di essere in possesso dei requisiti di legge necessari per svolgere il proprio lavoro. Ovvero, deve dimostrare di aver sostenuto un esame e ottenuto il patentino di agente immobiliare. Allo stesso tempo, però, com’è ovvio, ha il diritto a ricevere un onorario per le proprie prestazioni, coerentemente con il risultato ottenuto. Ecco. queste ultime cinque parole sono particolarmente rilevanti: coerentemente con il risultato ottenuto.

Molti credono che la provvigione sia obbligatoria anche nel caso in cui l’affare non vada in porto. Non è così. il lavoro dell’agente immobiliare (come quello degli agenti letterari e di altri consulenti) viene retribuito al raggiungimento del risultato promesso, quindi dopo la vendita o l’acquisto di un immobile.

L’articolo 1755 del codice civile stabilisce che l’agente immobiliare ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti in caso (quindi sia dal venditore sia dall’acquirente) se l’affare si è concluso grazie al suo intervento. Unica deroga a questa regola è il caso in cui la compravendita sia il frutto di una collaborazione tra due diverse agenzie.

Capita spesso, infatti, che un mediatore abbia l’immobile in vendita, e un altro mediatore abbia un cliente interessato ad acquistarlo. In tal caso, ci si incontra, si parla e si conclude l’affare con piena soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti. Ciascun agente riceve l’onorario soltanto dal proprio cliente. Ecco cos’è l’approccio non orientato al business: se aspettasse di poter gestire sia l’acquisto sia la vendita, l’agente guadagnerebbe molto di più. Però, impiegherebbe molto più tempo. E la soddisfazione di venditore ed acquirente sarebbe minore. Non ne vale la pena. Davvero.

La provvigione, inoltre, non è fissa, ma si calcola in base al valore reale dell’affare da concludere. Di solito, si aggira intorno al 2-3% del prezzo dell’immobile, ma nelle grandi città può arrivare anche al 5%. La percentuale di riferimento è di norma stabilita prima di avviare la trattativa immobiliare, affinché la situazione sia chiara a tutti, e messa per iscritto sul contratto.

Essa comprende anche le spese che l’agente immobiliare sosterrà durante la fase di trattativa: spostamenti, telefonate, investimenti pubblicitari. Quindi, se deciderete di promuovere il tuo immobile sui social, non dovrete sostenere alcun costo aggiuntivo.

Nel caso in cui abbiate un immobile in vendita e desideriate comprendere se vi convenga rivolgervi a un agente immobiliare (in realtà, conviene sempre, ma io cerco di immedesimarmi nel vostro punto di vista) vi suggerisco di effettuare il calcolo della provvigione con l’ausilio di una calcolatrice. Avete dei dubbi sulle percentuali da tenere in considerazione? Bene.

In tal caso vi consiglio di consultare le tariffe previste dagli usi locali, recandovi presso la Camera di Commercio della città in cui si trova l’agenzia. Ogni città, infatti, ha le proprie specificità. Una provvigione che a Milano è nella media, a Sanremo può risultare altissima. Molto meglio, quindi, per non commettere errori, comprendere quali siano le tendenze della propria zona.

Con le idee più chiare, sarà più facile comprendere se contattare un’agenzia, oppure provare a vendere l’immobile privatamente. Vi consiglio però di considerare i vantaggi che potrete ottenere, con l’aiuto di un professionista. Meno stress, innanzitutto. E poi, maggiori possibilità di concludere l’affare!».

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