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Sanremo non dimentica i militari caduti a Nassiriya: una messa a San Siro per onorare il loro sacrificio fotogallery

Sedici anni fa la più grave tragedia per i militari italiani all'estero dalla seconda guerra mondiale

Sanremo. Sono passati 16 anni dal 12 novembre 2003, il giorno in cui l’Italia si fermò per piangere 19 morti, tra militari e civili. A pagare il prezzo più alto sono i carabinieri: contano 12 caduti. Cinque sono soldati, due i civili. E’ mattina, quando la base Maestrale a Nassiriya (Iraq) subisce un attacco: la più grave tragedia per i militari italiani all’estero dalla seconda guerra mondiale. Una strage provocata da un camion imbottito di esplosivo, dopo aver forzato un posto di blocco, si lancia a tutta velocità contro la palazzina che ospitava i militari della Multinational specialized unit.

A sedici anni di distanza Sanremo continua ad onorare i caduti. Dopo la deposizione di una corona d’alloro al monumento di via Nino Bixio, le massime autorità civili e militari della provincia di sono riunite presso la concattedrale di San Siro, per una messa a suffragio dei caduti di Nissariya e di tutte le forze dell’ordine morte in missioni di pace. Sono stati ricordati, in particolar modo, il caporale tabiese degli alpini Tiziano Chierotti, morto a 24 anni nello scontro a fuoco a Bakwa (Afghanistan) nel 2012, e l’agente di polizia di Sanremo Marco Gavino, morto 20 anni in Kossovo, quando l’aereo che lo stava trasportando si schiantò sulle montagne nei pressi di Pristina. Aveva 37 anni.

Dall’altare, il sacerdote ha ricordato così i caduti: «Hanno sacrificato la vita lì non per fare la guerra ma per costruire la pace. Il loro è stato un servizio generoso per garantire la sicurezza e la stabilità di quei paesi. Sono stati capaci di dare la propria vita per difendere la vita contro la logica dell’odio».

 

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