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Un gruppo di imprese aderenti alla CNA ricorre al Tar contro l’Agenzia delle Entrate

«Lo sconto altera la concorrenza e danneggia artigiani e Pmi»

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Imperia. È stato depositato il 26 settembre scorso il ricorso al Tar di un gruppo di imprese aderenti alla CNA, operanti nella filiera dell’efficientamento energetico degli edifici, contro l’Agenzia delle Entrate per ottenere l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento sullo sconto in fattura emesso il 31 luglio 2019, n. 660057 recante “Modalità attuative delle disposizioni di cui all’articolo 10, commi 1 e 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34”.

L’articolo 10 del DL Crescita (modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico) prevede la possibilità per il soggetto che ha diritto alle detrazioni di poter optare per un contributo anticipato di pari importo come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali.

«CNA sta portando avanti una battaglia importante per l’abrogazione dell’Art.10 “Decreto Crescita”. Con questa norma – commenta Luciano Vazzano, segretario territoriale CNA Imperia – si scarica direttamente sull’impresa che dovrebbe svolgere l’intervento, quasi sempre di piccole dimensioni, gran parte dell’onere finanziario derivante dal costo dell’intervento stesso. La previsione poi che questa misura sia opzionale è decisamente opinabile in quanto è irreale prevedere che un contribuente opti per l’utilizzo delle detrazioni fiscali, il cui importo si sconta in dieci anni, potendo usufruire immediatamente della stessa somma».

E continua, «Nel ricorso si sottolinea che il beneficio fiscale, che si affianca a quello “ordinario” costituito dalla detrazione d’imposta, non risulta conforme ai principi comunitari e nazionali in materia di concorrenza e aiuti di Stato. Il provvedimento dell’Agenzia, che rende operativo lo sconto in fattura, rischia infatti di tagliare fuori dal mercato della riqualificazione energetica le piccole imprese, alle quali non si può chiedere di erogare l’importo degli incentivi pubblici recuperandolo nell’arco di ben cinque anni: avvantaggia, dunque, solo i grandi operatori del settore, distorcendo la concorrenza».

Il ricorso presentato fa seguito a quello della Regione Toscana alla Corte costituzionale contro l’articolo 10 del Decreto Crescita. Tra l’altro il ricorso della Regione Toscana alla Consulta riprende integralmente i numeri e le argomentazioni di CNA. Dopo i ricorsi all’Antitrust e all’Unione europea anche le Regioni si stanno mobilitando a tutela delle piccole imprese.

Anche la Regione Umbria ha deciso di costituirsi in giudizio e di ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione dell’art. 10. La Regione Lazio recentemente ha approvato un ordine del giorno che impegna il Presidente della Regione e la Giunta a “compiere tutti gli atti necessari e propedeutici ad impugnare nelle sedi istituzionali e giurisdizionali competenti l’articolo 10, di fronte alla Corte Costituzionale”. «L’auspicio è che il nuovo Governo cancelli nella prossima Legge di Bilancio questo provvedimento iniquo, un vero e proprio ostacolo alla libera concorrenza», conclude Vazzano.

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