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La foto del “Duce” su mezzo della segnaletica stradale vicino alla via dedicata al partigiano Cascione, «Revocare l’appalto» foto

Insorgono Potere al Popolo e Rifondazione Comunista

Imperia. Scrive Alberto Gabrielli, in rappresentanza di Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, una lettera (corredata di foto) indirizzata al sindaco Claudio Scajola: «Nei giorni scorsi siamo intervenuti nel merito dei lavori di riqualificazione di galleria Gastaldi che hanno prodotto il (temporaneo?) blocco della Z.T.L. nella parte alta di via Cascione e che ha suscitato proteste e malcontento da parte dei cittadini e degli stessi commercianti.

Non vogliamo ritornare su questo anche se terremo alta l’attenzione sulla vicenda in questione, bensì sui lavori previsti per il rifacimento della galleria, lavori giustamente da eseguire e stimati nell’arco di tempo di un mese.

Il sindaco Scajola, come da articoli di quotidiani e da fotografie correlate, si è personalmente recato in galleria Gastaldi per verificare il procedimento e l’evolversi dei lavori stessi; chissà se si sarà accorto della foto posta sul vetro anteriore del camion proprio davanti alla stessa galleria e che ritrae Benito Mussolini, qualora non se ne fosse avveduto lo abbiamo fatto noi.

Ci chiediamo pertanto a chi siano stati affidati i lavori e ci chiediamo anche se Imperia, città capoluogo di Provincia insignita nel 1980 dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini della medaglia d’oro al Valor Militare per la lotta di Liberazione dal nazifascismo meriti ciò che è visibile semplicemente passeggiando per la via principale del centro cittadino dell’abitato di Porto Maurizio, in via Felice Cascione, medico, combattente per la Libertà, medaglia d’oro al Valor Militare.

Ce lo chiediamo noi così come lo chiedono tutti i cittadini democratici che ci hanno segnalato il fatto e pensiamo che l’amministrazione Scajola debba intervenire nel merito procedendo all’ immediata revoca dell’appalto alla ditta esecutrice per apologia di fascismo ai sensi dell’ art. 4 della legge 645/1952 promulgata in attuazione della XII disposizione finale della Costituzione della Repubblica Italiana fornendo in tal modo una precisa risposta alle preoccupazione dei cittadini che all’antifascismo devono – tutti indistintamente – la loro libertà».

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