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Madonna di Polsi a Ventimiglia, per la Procura non c’è stato inchino foto

E' stato aperto un procedimento per atti relativi

Ventimiglia. «La Procura era perfettamente informata del fatto che ci sarebbe stata questa processione e che erano stati disposti servizi delle forze dell’ordine. Stando alle prime informazioni, che verranno poi completate con una relazione scritta, possiamo escludere che ci sia stato un cosiddetto inchino». E’ quanto riferisce Alberto Lari, procuratore capo a Imperia, in merito al ‘caso’ scoppiato dopo la celebrazione, sabato 7 settembre, della Madonna di Polsi, portata in processione per le vie del centro storico.

Su quanto successo, la Procura ha aperto un procedimento per atti relativi in cui confluiranno tutte le informazioni raccolte dalle forze dell’ordine in merito agli avvenimenti di sabato scorso. Il fascicolo sarà poi messo a disposizione degli organi competenti in materia di mafie.

Nel frattempo, la processione ventimigliese, che ha visto radunarsi poche decine di fedeli, ha avuto un’eco nazionale visto che in contrada Polsi nel comune di San Luca in provincia di Reggio Calabria (dove è nata la tradizione), la festa per la Madonna ha ricevuto una connotazione negativa: è stati infatti dimostrato che i boss della ‘ndrangheta hanno colto l’occasione per incontrarsi e prendere decisioni di rilievo per l’associazione malavitosa.

Ma a Ventimiglia, al momento, le cose sembrano essere ben diverse. E del presunto ‘inchino’, visto dal referente ligure della Casa della Legalità Christian Abbondanza che ha realizzato un video commentato sulla processione, non ci sarebbe l’ombra. Per la Procura, infatti, si sarebbe trattato di una semplice sosta in prossimità di Porta Nizza. La statua raffigurante la Madonna di Polsi, tra l’altro, non è stata fermata davanti a un esponente della famiglia Palamara (Carmelo Palamara, che nell’arco della sua vita non è mai stato indagato), ma più avanti. E l’unica cosa certa che si vede dai filmati, è il cenno di saluto che l’uomo rivolge a chi è in processione. Un gesto che può definirsi ‘normale’, essendo Palamara un residente a Ventimiglia Alta come gli altri. «Se si fosse trattato di un inchino – riferisce la Procura – La statua sarebbe dovuta essere davanti all’uomo, con il volto rivolto verso di lui e non verso l’ingresso del centro storico». Manca, inoltre, il gesto stesso dell’inchino: ovvero l’abbassarsi della statua davanti al presunto esponente della ‘ndrangheta.

 

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