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Imperia, per Olioliva spunta l’ipotesi “trasloco” sotto i portici di Pieve di Teco foto

Il sindaco della "capitale" della Valle Arroscia Alessandri: «Si usi il buon senso, le prove di forza non servono»

Imperia. Per Olioliva 2019 spunta l’ipotesi di un trasferimento della manifestazione a Pieve di Teco.

Sarebbe il risultato del braccio di ferro tra il sindaco Claudio Scajola che vuole “professionalizzare” la kermesse dedicata all’olio nuovo trasferendola in banchina Aicardi e magazzini dell’ex porto franco ed Enrico Lupi.

Il “patron” della rassegna, presidente di PromImperia, ente emanazione della Camera di Commercio vorrebbe, invece, lasciare le cose come si sono svolte finora con stand e padiglioni distribuiti nel centro di Oneglia chiuso al traffico.

Terzi incomodi i commercianti (e titolari di bar) dei portici di via Bonfante e dintorni che non vorrebbero perdere l’occasione di fare affari durante il fine settimana di Olioliva o almeno della “vetrina” garantita dal passaggio di migliaia di visitatori.  Ma ci sono anche gli automobilisti, soprattutto chi deve percorrere il tratto tra il capoluogo e Diano Marina e viceversa che mal sopportano la chiusura del centro con lunghe code che partono dai piedi di capo Berta in entrambi i sensi.

Non ultimi gli ambulanti che a seguito della decisione dell’amministrazione di concentrare le bancarelle che non c’entrano nulla con la filiera dell’olio in piazza Goito dove si svolge il mercato settimanale del sabato che sarebbero “sfrattati”

Alessandro Alessandri, sindaco di Pieve di Teco che avrebbe tutto l’interesse ad ospitare la manifestazione fa il pompiere e invita i due contendenti, Scajola e Lupi a una riflessione: «Non è il caso di misurarsi in prove muscolari. Deve essere fatta la scelta migliore dei cittadini, dei commercianti e, non ultimi, dei produttori dell’olio. Con buon senso. Il braccio di ferro non serve».

Durante la presentazione di Vele d’Epoca Claudio Scajola ha sottolineato l’esigenza di una svolta della manifestazione che deve essere incentrata solo sull’olio, facendo chiaramente intendere di non gradire affatto la “commistione” tra l’olio il prodotto principe della manifestazione e le bancarelle commerciali che espongono merci che nulla hanno a che fare con l’ “oro giallo”. Inoltre, ha stigmatizzato il fatto di aver ripetutamente richiesto all’organizzazione il programma dettagliato della manifestazione già fissata tra l’8 e il 10 novembre e che in caso di mancata comunicazione la stessa rassegna sarebbe stata a rischio.

La sensazione è che, alla fine,  il buon asse tra l’amministrazione del capoluogo col presidente della Camera di Commercio delle Riviere liguri, il savonese Luciano Pasquale presente sul palco all’inaugurazione del Raduno potrebbe aiutare le parti a trovare un punto di incontro e la voce che si è diffusa nelle ultime ore di un annullamento della manifestazione a Imperia per portarla nell’entroterra rivelarsi solo uno spauracchio.

 

 

 

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