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Imperia, concordato Rivieracqua: Mangiante ora punta su una nuova proroga

Si torna in tribunale, per Amat richiamo al sindaco Claudio Scajola al senso di responsabilità

Imperia. Torna in tribunale il concordato per il salvataggio di Rivieracqua. Domani mattina, di fronte al giudice Silvana Oronzo è, infatti, prevista una nuova udienza.

I legali del Consorzio dell’acqua pubblica, presenteranno nuova documentazione e la richiesta al giudice di un termine ulteriore sulla decisione. «Depositeremo  nuovi documenti -spiega il presidente Gian Alberto Mangianteal fine di dimostrare che il concordato è serio, reale e veritiero. Soprattutto allegheremo le recenti delibere dei consigli comunali di Taggia e Sanremo. Il nuovo termine serve per completare alcuni passaggi, avere la possibilità allegare  ulteriori delibere di altri comuni, soprattutto per quanto riguarda l’approvazione dello Statuto di Rivieracqua».

L’operazione “salvataggio” di Rivieracqua si aggira in totale sui da 50 milioni di euro. Servono 15 milioni per fare fronte ai debiti nei confronti di  imprese  e fornitori che dovrebbero essere, però, pagati nella misura massima del 60 per cento. Per acquisire Amat, partecipata del Comune di Imperia e l’Aiga di Ventimiglia, aziende entrambe, però,  che hanno in pancia quote del colosso Iren occorrono sui  27 milioni non solo in contanti ma anche in azioni e strumenti finanziari. Dalla bolletta unica provinciale dovrebbero essere incamerati  altri 10 milioni di euro.

«Spero – aggiunge Mangiante –  che il tribunale accolga le nostre richieste,  anche in vista dell’imminente nomina del commissario dell’Ato idrico provinciale che dovrà occuparsi di completare l’adesione di tutti i comuni che ancora non sono entrati in Rivieracqua».

L’ultimo appello Gian Alberto Mangiante lo rivolge al sindaco di Imperia Claudio Scajola: «Auspico che  Scajola risponda all’appello dei colleghi di Sanremo Alberto Biancheri e di Taggia Mario Conio di sedersi al più presto  a un tavolo per definire l’ingresso dei rispettivi comuni in Rivieracqua, passaggio che avrebbe ricadute positive anche sull’imperiese Amat», sottolinea  il presidente del consorzio idrico.

«La richiesta di fallimento da parte di Amat – conclude Mangianteinfatti, ha ben poco di serio e ragionevole nel corso della definizione di un concordato. Sono previsti interventi fondamentali anche nei confronti della stessa Amat. Tutte queste operazioni devono essere formulate, quindi è opportuno che ci venga concesso un nuovo termine».

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