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Vallecrosia, spariti quindici gatti da una colonia felina. Mistero sulle cause foto

Sospetto avvelenamento con topicida. La 'gattara' Anita: «Farò di tutto per salvare i mici rimasti»

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Vallecrosia. Nerino, Tomaso, Grigetta. E ancora Micetta e Marcello. Sono alcuni dei quindici gatti scomparsi nel nulla da una colonia felina che, fino a un mese fa, ne contava venti. Tutti sani. Solo di una gattina di circa tre anni, Allegria, Anita Peña, la gattara che da circa quattro anni si occupa della colonia, ha trovato il corpo: la micia si era nascosta sotto il pallet utilizzato come basamento per la ‘casetta’ dove trovano riparo i piccoli felini, all’interno del parcheggio realizzato nell’area retrostante l’ex farmacia Goso, dove un tempo c’erano fasce abbandonate.

«I miei gatti stavano tutti bene – racconta Anita – Non erano malati, né denutriti. Li avevo fatti sterilizzare e avevano tutti il microchip, essendo parte di una colonia felina regolarmente censita dal Comune e dunque protetta».

Ma cosa è successo ai gatti? Al momento non ci sono certezze. Ma una delle ipotesi, la più probabile, è che siano stati avvelenati con del topicida. Mentre Anita attende l’esito dell’autopsia sui resti di Allegria, ha già in mano il referto dello studio veterinario al quale si è rivolta per curare i cinque gatti che le sono rimasti ma che, sempre da un mese a questa parte, sono debilitati. Il referto è chiaro: nessuna malattia preoccupante, come Fiv e Felv. Il test eseguito ha infatti dato esito negativo. Ma i gatti sono anemici e mostrano una macchia nera sul naso: secondo il veterinario, che ha prescritto una cura con vitamina k, sono stati avvelenati con veleno per i topi.

Un altro indizio che ci sia qualcuno che sta facendo del male ai gatti, arriva dal macabro ritrovamento che la stessa Anita ha fatto sabato mattina: «Sono venuta come tutti i giorni per dare da mangiare ai miei gatti – racconta – Davanti alla loro casetta c’era un sacco nero con dentro la carcassa di un micio rosso, in stato di decomposizione. Non era un gatto della mia colonia, ma si aggirava nei dintorni. Lo chiamavo ‘coda storta’».

I cinque gatti rimasti

anita gattara

«Non so cosa stia succedendo né perché – aggiunge Anita, con le lacrime agli occhi – Chiedo solo rispetto per questi esserini indifesi che non fanno male a nessuno. Continuerò a lottare per loro finché la gente non capirà che meritano di essere lasciati vivere».

Del caso sono stati informati sia il Comune che i carabinieri di Vallecrosia.

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