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‘La Traviata’ interrotta a Bordighera, la versione dei musicisti: «L’organizzatrice non ha pagato nemmeno il pullman»

Il direttore dell'Orchestra di Vigevano: «Precisazioni doverose»

Bordighera. «Mi sembra doveroso, visto che la promotrice ha avuto la possibilità di esporre la propria versione, precisare diversi punti relativi a quanto accaduto il 20 luglio scorso ai Giardini Lowe». Inizia così il racconto del maestro Andrea Raffanini, direttore dell’Orchestra Città di Vigevano che sabato scorso ha deciso, insieme ai musicisti, di interrompere l’esecuzione de ‘La Traviata’ di Giuseppe Verdi, in scena a Bordighera.

Raffanini ha ritenuto doveroso «sia nei confronti dell’orchestra e di tutti gli artisti coinvolti, sia nei confronti del pubblico», esporre alcune precisazioni per far sì che i lettori «in questo modo possano farsi un’idea più chiara della vicenda, molto più di quanto sia stato possibile spiegare dal palco direttamente quella sera».

I fatti. «La signora Anfuso dice di aver chiamato per “esigenze tecniche” l’orchestra Città di Vigevano – spiega il maestro – Non sappiamo quali siano queste “esigenze tecniche” non meglio specificate (per eseguire un’opera ovviamente ci vuole un’orchestra), ma noi siamo stati contattati mesi prima e avevamo fissato nel nostro calendario la data del 20 luglio almeno da due mesi. Io stesso ho incontrato la signora Anfuso a Milano il 24 maggio per definire i dettagli della rappresentazione e confermare le condizioni già da tempo pattuite. Il pagamento a metà serata non era stato pattuito».

E ancora: «Dopo non aver accettato la nostra richiesta di un contratto fatta all’inizio dei contatti, per tutelarci (lavoriamo con musicisti professionisti) abbiamo chiesto il pagamento anticipato via bonifico bancario (abbiamo le email relative) con relativa fattura. Nonostante le promesse, non è mai arrivato. Comprendendo le difficoltà nell’organizzare eventi del genere, abbiamo accettato il pagamento nella giornata del concerto (abbiamo email) dietro rilascio di nostra regolare ricevuta. Il 20 luglio, avendo fiutato la situazione, abbiamo preteso il pagamento prima dell’inizio del concerto, anche perché in quel momento non avrebbe potuto avere altri introiti oltre a quelli già previsti e, immaginavamo, preventivati per il saldo di quanto dovuto; essendo impegnata nella preparazione dei costumi, ci ha chiesto di aspettare la pausa affermando che comunque fosse tutto a posto e non avremmo dovuto preoccuparci. Abbiamo deciso di cominciare dando come ultimatum propria la pausa tra gli atti dell’opera. Durante la pausa, nulla è cambiato. Così è giunta la nostra decisione».

«Non è poi vero che ci è stata proposta la metà del dovuto in attesa del saldo – specifica il direttore d’orchestra – ci è semplicemente stato offerto l’incasso della serata, che non era neppure la metà di quanto stabilito e che ho poi scoperto si sarebbe dovuto devolvere in beneficenza (come si poteva leggere dalla locandina dello spettacolo). Ovviamente abbiamo rifiutato e l’incasso è così giustamente stato restituito al pubblico».

«Infine, quando afferma che avrebbe potuto dire alla pianista di continuare lo spettacolo per rispetto nei confronti del pubblico, vi posso dire che non c’era nessuna pianista presente (non è prevista nell’organico de La traviata) né tantomeno c’era in loco un pianoforte o qualcosa di simile su cui poter suonare – conclude Andrea Raffanini – Ribadisco inoltre che, al contrario di quanto la signora Anfuso afferma nella frase finale, non è stato pagato nessun cinquanta per cento. A concludere il tutto, neppure il pullman (a carico dell’organizzazione, come dimostrano le email) era stato pagato e l’orchestra ha rischiato di non poter rientrare a Vigevano. Non avrei voluto tornare sull’argomento, perché è stata una situazione molto spiacevole anche per noi, ma le affermazioni che ho letto mi hanno imposto questo intervento. Da parte mia e dell’orchestra vanno ancora le scuse al pubblico presente (che devo dire ha dimostrato molta comprensione nei nostri confronti) e all’amministrazione della città, che sicuramente è parte lesa in tutta questa vicenda tanto quanto lo siamo stati noi».

[Immagine di repertorio]

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