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Crisi Rivieracqua, Biancheri e Conio: «La società del ciclo idrico deve rimanere in mano pubblica»

A commento del vertice Toti-Scajola in Regione

Sanremo  «Apprendiamo alcuni dettagli dell’incontro tenutosi a Genova tra il sindaco del Comune di Imperia Claudio Scajola e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. In tale incontro si sarebbe discusso delle difficili vicende del Golfo dianese in merito alle problematiche di Rivieracqua e alle problematiche più generali della stessa società.  Tale incontro si era definito in una riunione tenutasi la scorsa settimana alla nostra presenza, all’interno degli uffici della Provincia».

I sindaci di Sanremo e di Taggia Alberto Biancheri e Mario Conio commentano in un comunicato congiunto il vertice che si è svolto ieri a Genova tra il governatore Giovanni Toti  sindaco di Imperia Claudio Scajola che ha avuto come oggetto la questione della crisi idrica nel Golfo dianese e il salvataggio di Rivieracqua.

Biancheri e Conio  rivendicano nelle vesti di primi cittadini e di consiglieri provinciali la natura pubblica di Rivieracqua rispetto all’ipotesi dell’ingresso di un socio privato.

«L’obiettivo -si legge nella nota –  era di rendere partecipe e portare a conoscenza della Regione Liguria, tutte le difficoltà che la crisi societaria di Rivieracqua sta riversando sui vari comuni e sulla cittadinanza della nostra provincia.  L’ipotesi di inserire nella compagine sociale di Rivieracqua anche un socio privato in quota minoritaria, oggi è ancora tutta da valutare sia in termini di opportunità, sia in termini di applicabilità e correttezza.  Da parte nostra l’obiettivo primario è quello di giungere al consolidamento della Società Rivieracqua in modo che sia possibile fornire ai cittadini della provincia di Imperia un servizio all’altezza e sia possibile salvaguardare tutte le aziende del territorio che nel corso di questi anni hanno lavorato per Rivieracqua ed oggi si trovano in una drammatica crisi economica».

«Rimaniamo, quindi, aperti concludono Biancheri e Conio –  a valutare ogni ipotesi nell’obiettivo però centrale di salvaguardare l’acqua come bene pubblico, così come i dettami del referendum pubblico del 2012, salvaguardare le aziende del territorio che tanto si sono spese per Rivieracqua e soprattutto, riuscire ad ottenere finalmente una società che sappia fornire un servizio adeguato, che sappia fare investimenti sui nostri acquedotti e sui nostri depuratori che ogni giorno lamentano purtroppo danni e rotture».

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