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Crisi idrica, la proposta di “Diano Riparte”: «La Gestioni municipali costruisca il bypass» foto

Lunga lettera indirizzata ad Abbo, Chiappori e Toti

«La nuova condotta idrica tra Imperia e il golfo Dianese per sostituire l’attuale tubazione ormai non più funzionale venga fatta realizzare subito, senza perdere tempo, dalla società G.M. spa».

E’ la richiesta del gruppo consiliare di opposizione “Diano Riparte” avanzata a mezzo lettera aperta al sindaco del Comune di Diano Marina  Giacomo Chiappori,  al governatore della Regione  Giovanni Toti, al presidente della Provincia di Imperia Domenico Abbo, e per conoscenza, al prefetto Alberto Intini.

«Tale società procede la missiva –  potrebbe utilizzare il milione e 800mila euro  che la Regione dovrebbe mantenere come aiuto alla città e al comprensorio, aumentati dell’altro milione di euro euro messi a disposizione dal Comune di Diano Marina che potrebbe trasferire tale somma con un semplice aumento del capitale sociale della partecipata, capitale tutto sottoscritto appunto dal Comune».

La proposta arriva alla vigilia della visita del governatore Toti a Imperia prevista per mercoledì allo scopo di affrontare una serie di problematiche relative al territorio, prima fra tutte proprio l’emergenza idrica che sta assetando ilGolfo dianese in particolare.

«Premesso che non si può addebitare al sindaco Chiappori -scrivono i consiglieri di Diano Riparte –  né ad altri sindaci del comprensorio ogni responsabilità per i tubi dell’acquedotto del Roja che si rompono ormai troppo di frequente e per la conseguente crisi idrica che sta mettendo in ginocchio la nostra economia turistica, con ripercussioni negative anche ad Oneglia, data la continua “esplosione” dei tubi in quella zona. Premesso, inoltre, che i problemi delle inefficienze del sistema idrico integrato hanno radici che vengono da lontano, provocate dallo sviluppo della città e del comprensorio avvenuto negli anni Sessanta-Settanta, quando con l’esplosione del turismo, costruttori, con la evidente miopia dei politici dell’epoca, hanno dato vita ad una speculazione edilizia selvaggia che ha visto nascere qualcosa come 7.000 appartamenti tra Diano Marina e San Bartolomeo al Mare.

Lo sconvolgimento ha sollecitato rifornimenti idrici più consistenti. Fu allora che il sindaco Alfredo Lombardi di Diano Marina riuscì ad ottenere la concessione per i rifornimenti idrici dal torrente Merula di Andora consentendo al Golfo di avere una salutare boccata di ossigeno.

Ma anche questo approvvigionamento, di fronte alla urbanistica sempre più in crescita, presto è risultato insufficiente. La seconda boccata di ossigeno giunse quindi, grazie alla politica di Imperia (e alla lungimiranza dei fratelli Scajola), con la concessione del Roja. Tutti questi impianti per lo più previsti sotto il mare e alcuni sotto terra, con il tempo si sono deteriorati e oggi da un momento all’altro potrebbero saltare definitivamente e, per ora, non ci sono alternative apprezzabili.

Più recentemente la costituzione dell’Ato provinciale (Ambito Territoriale Ottimale) che avrebbe dovuto ottenere la risoluzione dello smaltimento dei rifiuti e anche del servizio idrico integrato (acquedotto e fogne), in effetti, allo stato, ha fallito. In particolare con la costituzione della società consortile Rivieracqua che minaccia addirittura la bancarotta, la situazione è ulteriormente peggiorata e non rimane che tentare nuove strade ma nel modo più celere possibile.

Mentre si gira attorno al problema con annunci, dichiarazioni, conferenze stampa e promesse che non stanno approdando a nulla, lo scrivente gruppo consiliare dianese “Diano Riparte”, azzarda una proposta che se attuata, senza frapporre indugi, vista l’urgenze di risolvere il problema della crisi idrica, potrebbe essere un strada vincente per il bene del territorio».

 

«Considerato -si conclude la lettera –  che molto recentemente il Comune avrebbe accettato di far costruire dalla G.M Spa. la partecipata che gestisce porto e spiagge e altro ancora, un pala congressi sul molo delle tartarughe fortemente criticato dalla cittadinanza per una spesa di 1.800 mila euro finanziato dalla Regione e tenuto conto che l’Amat avrebbe pronto un progetto per la realizzazione di una nuova conduttura da piazzare sul sedime della ex ferrovia, realizzabile con una spesa inferiore ai tre milioni di euro e che il sindaco di Diano Marina ancora recentemente ha dichiarato di avere a disposizione un milione per un intervento anti-crisi idrica, il gruppo consiliare “Diano Ripartepropone che la nuova condotta idrica tra Imperia e il golfo Dianese per sostituire l’attuale tubazione ormai non più funzionale venga fatta realizzare subito, senza perdere tempo, dalla società G.M. spa. Tale società potrebbe utilizzare i 1.800 euro che la Regione dovrebbe mantenere come aiuto alla città e al comprensorio, aumentati degli altri 1.000 euro messi a disposizione dal Comune di Diano Marina che potrebbe trasferire tale somma con un semplice aumento del capitale sociale della partecipata, capitale tutto sottoscritto appunto dal Comune. Considerato che le scelte gestionali della GM fanno capo esclusivamente alla proprietà e che il pacchetto azionario della stessa è interamente nella mani del Comune di Diano Marina, il sindaco può prendere tutte le decisioni che crede e chi amministra deve limitarsi ad eseguire. Per concludere se tutto ciò avrà luogo la G.M. spa diventerà proprietaria di un impianto che potrà eventualmente essere acquistato da chi in futuro sarà chiamato a gestire il sistema idrico integrato».

 

 

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